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Legge sull’omo-transfobia, l’Arcigay: «Perché non se ne discute?»

Legge sull’omo-transfobia, l’Arcigay: «Perché non se ne discute?»

Come è possibile che un progetto di legge che mira a tutelare le persone, in un periodo storico dove le manifestazioni d’odio sembrano legittimate dallo stesso potere, dopo essere stato approvato all’unanimità in Commissione Cultura presso il Consiglio Regionale dellaCalabria, non sia stato ancora iscritto all’ordine del giorno per la sua discussione in plenaria?

Stiamo parlando del progetto di legge 317/10 titolato “Disposizioni per il superamento dellediscriminazioni basate sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale” a firma del Consigliere Regionale Giuseppe Giudiceandrea, elaborata su impulso e richiesta delle associazioni che storicamente operano sul territorio regionale sui temi oggetto della legge, in primis Arcigay, e per la volontà di tutta una serie di soggetti che storicamente hanno promosso la cultura della diversità.

Tale strumento normativo è il risultato di un lavoro che vuole dare dignità alla persona umana nella massima espressione di sé stessa, nel rispetto del dettato costituzionale che la pone al centro della riflessioni del legislatore già in fase di assemblea costituente.

I report e la stampa in questo periodo ci restituiscono storie di violenza nei confronti delle persone omosessuali e trans gender, in un clima di profondo odio e razzismo dove la caccia alle streghe pare essere ripresa e nuovi esclusi costruiti quali nemici da cui prendere le distanze o a cui attribuire le colpe dei fallimenti della stessa politica.

Tali report sono divenuti oggetto di una interpellanza parlamentare a firma congiunta Zan e Bruno Bossio, che già avevano mostrato sensibilità e sostegno a questo tema preparando un evento di supporto alla legge nazionale di contrasto all’omotransfobia durante gli eventi del GayPride di Cosenza, evento durante il quale la Regione Calabria ha ribadito piena solidarietà alla comunità LGBTQI* scendendo in piazza e raccogliendo numeri chiari, sulla scia del primo GayPride regionale tenutosi nel 2014 a Reggio Calabria e che vide in piazza 7000 persone.

Nonostante a Roma e in Calabria si continui a lottare per questi diritti, ci giungono voci di corridoio che parlano di ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche locali che hanno intimato al Presidente del Consiglio Regionale, Nicola Irto, di non iscrivere la legge a discussione.

Risulta inoltre ancora bloccata e non calendarizzata, un’altra legge molto importante per chicome noi combatte tutti i giorni per i diritti sociali, civili e per la parità, la “Legge per la doppia preferenza di genere” , il cui passaggio in commissione risulta propedeutico per la discussione della 317/10.

Noi come associazione siamo abituati a non dare seguito alle illazioni ma abbiamo sempre promosso la verità, riconoscendo che spesso la causa dell’omofobia è associata ad una non conoscenza e/o ad una scorretta informazione.

Proprio in ragione dello spirito che anima la nostra azione associativa, intendiamo chiedere ai diretti interessati, a partire dal firmatario del disegno di legge Onorevole Giuseppe Giudiceandrea, all’Onorevole Nicola Irto e al nostro Governatore Onorevole Mario Oliverio, qual è il reale stato delle cose, quali sono leragioni di questo freno, contestualmente sollecitandoli affinché l’iter legislativo vengaripreso al più presto e portato a termine nel brevissimo tempo, considerato l’impatto chetale legge avrà sulla vita e la sicurezza delle calabresi e dei calabresi.

Comitato Territoriale Arcigay EOS Cosenza

 

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