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Cosenza, l’ultima volta col Padova in quel maledetto pomeriggio di giugno

Cosenza, l’ultima volta col Padova in quel maledetto pomeriggio di giugno

Il Cosenza giocherà a Padova con i biancoscudati dopo 22 anni dal giorno che sancì un’amara retrocessione in Serie C1. Le parti sono ora invertite…

Stavolta le parti sono invertite e tocca al Cosenza mandare in Serie C1 il Padova per vendicare quell’incornata di Lantignotti che vanificò l’ennesima prodezza di Gigi Marulla. I rossoblù, infatti, domenica torneranno a giocare all’Euganeo contro i padroni di casa a distanza di 22 anni da quel caldo pomeriggio di giugno del 1997. In mezzo ci fu una parentesi col Cittadella, risolse Zampagna, ma quella è un’altra storia.

L’illusione chiamata Marulla

Al Padova, che era partito con altre ambizioni, bastava non perdere per mettere al sicuro la salvezza e congedarsi dal pubblico amico che non aveva gradito più di tanto la stagione dei biancoscudati. La formazione allenata invece da De Biasi era terzultima in classifica e doveva vincere sperando poi nel classico miracolo dell’ultima giornata, quando il Castel di Sangro avrebbe dovuto fare visita al Bari lanciato verso la Serie A. La gara non si sbloccava, poi al 91′ Marulla salì in cielo e con un colpo di testa illuse i 1000 fan al seguito nel settore ospiti. Sembrava fatta e poco importava che gli abruzzesi stavano vincendo a Pescara in un derby mai così poco derby: la domenica seguente al San Nicola non avrebbero avuto scampo e il Cosenza avrebbe affrontato la Lucchese giocandosi il tutto per tutto.

La doccia fredda chiamata Lantignotti

Il Padova annoverava Lantignotti che al 94′ si ritrovò da solo al centro dell’area del Cosenza a colpire indisturbato un corner calciato da Max Allegri. Sì, proprio l’allenatore della Juventus campione d’Italia subentrato cinque minuti prima del calcio d’angolo. La sua zuccata si insaccò in rete tra l’incredulità dei calciatori rossoblù, ma più di tutti proprio di Gigi Marulla che a fine partita stentava a crederci. Il bomber di Stilo fu immortalato pochi minuti più tardi in uno storica clip Rai mentre camminava triste e solitario nel tunnel degli spogliatoi tenendosi la mano sul fianco a margine della battaglia. Fu l’ultima volta che indossò la maglia che lo rese immortale all’ombra della Sila.

Raid punitivi contro i calciatori

Ciò che avvenne al rientro a Cosenza non ebbe nulla a che vedere con lo sport, ma valicò i limiti del buon senso e sfociò in teppismo e violenza. Ad alcuni dei calciatori, rei di essere retrocessi a Padova senza impegnarsi più di tanto secondo i tifosi, giù botte, calci, cinghiate e pugni. Fu necessario l’intervento della polizia, mentre la società cancellò l’allenamento e tenne la squadra rinchiusa per quattro ore nel ventre del San Vito. Ne fecero le spese più di tutti Alessio, Mazzoli e Bonaiuti, ma anche il direttore sportivo Mario Iacobucci. (Antonio Clausi)

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