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La Dda si “ravvede”: Oliverio indagato per corruzione elettorale

Colpo di scena nell’inchiesta contro il governatore della Calabria, Mario Oliverio. Ecco cosa è successo.

La Dda di Catanzaro fa un passo indietro e due avanti. Il governatore della Calabria Mario Oliverio è indagato per abuso d’ufficio e corruzione elettorale. Ora i magistrati antimafia coordinati dal procuratore capo Nicola Gratteri gli contestano di aver commesso il secondo reato in concorso con Francesco Tucci, Enza Bruno Bossio, Nicola Adamo e Giorgio Ottavio Barbieri.

Una decisione, quella nei confronti di Oliverio, condizionata (forse) dall’ordinanza della Cassazione che ha annullato, a marzo, senza rinvio l’obbligo di dimora nel comune di San Giovanni in Fiore proprio per l’abuso d’ufficio: finanziamenti per gli impianti sciistici di Lorica in cambio di un rallentamento dei lavori per la realizzazione di piazza Bilotti.

Anche un nuovo abuso d’ufficio per Oliverio

Rispetto all’ordinanza cautelare, la Dda di Catanzaro contesta al governatore Mario Oliverio un nuovo abuso d’ufficio che è totalmente diverso da quello formulato all’inizio, per il quale i magistrati avevano chiesto gli arresti domiciliari del presidente della Giunta regionale, ottenendo soltanto l’obbligo di dimora nel comune di San Giovanni in Fiore.

Il nuovo reato, secondo i pm, sarebbe stato commesso insieme a Francesco Tucci, Luigi Zinno, Giorgio Ottavio Barbieri, Damiano Mele e Arturo Veltri. Secondo la Dda, «costoro, intenzionalmente, in costante e reciproca collusione, assumendosene la responsabilità, anche, politico-amministrativa dell’adottando atto, inducevano il responsabile di Linea Gaetano Prejanò, come il dirigente di settore Tommaso Loiero e il dirigente generale (responsabile settore V) Pasquale Anastasi ad adottare decreto n. 16003 in data 23 dicembre 2015 di liquidazione di 2.900.00 euro in favore del comune di Pedace (capofila associazione dei Comuni), da erogarsi alla società “Lorica Ski”, a copertura dei lavori apparentemente eseguiti a Lorica».

Con queste condotte, secondo i magistrati, avrebbero procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale a Barbieri, «consistito nel risparmio derivante dal mancato versamento della quota a suo carico stabilita di finanziamento (privato) per l’esecuzione dei lavori, per l’effetto finanziato interamente dalla Regione Calabria, mediante fondi di matrice comunitaria Por 2007-2013, con correlato danno della stessa Regione Calabria, a carico della quale l’esborso si sarebbe consolidato». (a. a.)

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Redazione Cosenza Channel

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