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San Fili, sentenza sulla morte di Giuseppe Serra: tutti prosciolti

San Fili, sentenza sulla morte di Giuseppe Serra: tutti prosciolti

La vicenda giudiziaria scaturita dalla morte di Giuseppe Serra, 45enne di San Fili ha trovato oggi la sua conclusione.

Il cadavere dell’uomo futrovato all’interno dell’abitazione in cui lo stesso Giuseppe viveva da anni, dalle forzedell’ordine allertate da alcuni conoscenti che da giorni, per come era solito fare, non lo vedevano gironzolare per le vie del piccolo paese dell’interland Cosentino.

I militari, una volta entrati all’interno dell’abitazione, non poterono fare altro che constatare la presenza del suo corpo ormai privo di vita. Del fatto fu investita prontamente la Procura della Repubblica di Cosenza la quale dispose opportuni accertamenti medicolegali relativi alla causa del decesso ed alla sua tempistica, all’esito dei quali si stabilì, come causa della morte, una gravissima insufficienza multiorgano provocata dallo stato di grave malnutrizione in cui lo stesso versava di diverso tempo.

La stessa Procura, quindi, iscrisse Serra F., Serra V., Luchetta G. e Del Giudice C., rispettivamente madre, fratello, padre e medico curante, nel registro degli indagati, con la grave accusa di abbandono di persona incapace, aggravato dall’evento morte.

I reati ipotizzati

L’ipotesi accusatoria, sostenuta dalla Procura, era che la morte Giuseppe fosse comunque da riportare allo stato di grave indigenza in cui versava da diverso tempo a cagione dell’abbandono perpetrato ai suoidanni dalla sua famiglia di origine. La vita di Giuseppe Serra, era già purtroppo connotata da anni da una sua progressiva malattia mentale che lo aveva portato, ormai da diverso tempo, ad isolarsi completamente dai suoi familiari e dalla collettività in cui viveva, e ciò era noto sia ai sevizi sociali, che già in passato avevano segnalato la sua patologia, sia alle autorità sanitarie territorialmente competenti.

L'avvocato Angelo Nicotera
L’avvocato Angelo Nicotera

Quest’ultime, infatti, avevano avuto in cura Giuseppe ma con esiti piuttosto modesti, vista la volontà di Giuseppe stesso di rifiutare le cure necessarie alla propria malattia. Oggi, quindi, la decisione del GUP di Cosenza sulla richiesta di rinvio a giudizio, la quale, accogliendo le tesi difensive sostenute dagli avvocati Saverio F. De Bartolo, Linda Cribari, Angelo Nicotera e Vincenzo Adamo, ha scagionato gli imputati da ogni accusa, stabilendo definitivamente che il fatto non sussiste.

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