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EUROPEE 2019 | La Lega di Salvini si attesta al 34%. Crolla il M5S

EUROPEE 2019 | La Lega di Salvini si attesta al 34%. Crolla il M5S

Scrutinio iniziato per le elezioni Europee 2019. Ecco i dati ufficiali che incoronano la Lega di Matteo Salvini.

La Lega trionfa. Secondo le aspettative, anche in misura leggermente inferiore a tutti i sondaggi dell’anno, il partito lumbard (ma ora a pieno titolo nazionale) di Matteo Salvini supera sia Cinque Stelle sia Pd collocandosi al primo posto. Secondo dati forniti dal Ministero dell’interno, su 61.388 sezioni scrutinate su 64576, la Lega si attesta al 34,34%.

Crescita esponenziale rispetto alle politiche del 4 marzo dello scorso anno (17,35%), ma quasi quintuplica i voti rispetto alle europee del 2014, allorquando l’allora Lega Nord si fermò al 6,15%. I leghisti sfondando in lungo e in largo al centronord, con picchi superiori, in alcuni casi, al 50% (come il caso di Bergamo, dove il logo di Alberto da Giussano è stato scelto da oltre 65%). Una vittoria che potrebbe avere forti ripercussioni sulla vita dell’attuale esecutivo, attualmente a maggioranza cinque stelle.

Male il M5S

Luigi Di Maio aveva l’obiettivo di riconquistare qualche spazio perso nell’ultimo anno della legislatura. Alla fine per lui questa tornata elettorale delle europee si è rivelata traumatica. Tonfo clamoroso, i pentastellati passano dal 32,68% dello scorso anno al 17,06% (molto al di sotto anche del risultato di 5 anni fa, quando raccolse il 21,16%). Il Movimento regge solo al di sotto della linea Gustav, mantenendosi primo partito al sud. Tuttavia, la Lega riesce a sfondare in Calabria e Puglia, mentre i pentastellati sono avanti in Campania e Molise.

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Risale il Pd

Il Partito democratico centra l’obiettivo massimo di questa competizione: superare il Movimento Cinque Stelle. Risultato che rafforza la segreteria di Nicola Zingaretti. Il dato attuale si aggira attorno al 22,70%. L’obiettivo minimo era quello di superare la soglia delle scorse politiche. Il paragone è impietoso, se paragonato al risultato delle scorse europee, quando Matteo Renzi vinse a man bassa con il 40,81%.

Se sul nazionale questo posizionamento rilancia il partito, i democrat vedono sfilarsi la regione Piemonte. Secondo gli exit poll sarebbe di molto avanti il centrodestra con Alberto Cirio, a discapito del governatore uscente Sergio Chiamparino. Nel complesso il Pd fatica tanto nel profondo nord, mentre guadagna posizioni (seppur non costantemente) nel centro e in alcune aree del sud (Campania, Basilicata, Calabria).

Berlusconi sopravvive

Forza Italia è all’8,78%. Il partito berlusconiano rappresenta la parte più “moderata” della compagine di destra. Si sta aggirando tra il 7 e l’8 per cento. Il 10% era stata prefissata come risultato utile per restare in competizione. L’incalzare della Meloni (attorno al 6%) e una Lega proiettata sopra il 30, potrebbe marginalizzare quel che resta del raccoglimento politico azzurro.

Gli altri

Al di là del Pd, nessun’altra lista di sinistra attualmente ha superato lo sbarramento del 4%. Più Europa – Italia in comune, che aveva come leader la radicale Emma Bonino, si fermerebbe al 3,09%. Europa Verde (Verdi + Possibile) al 2,29%, supera La Sinistra (Rifondazione comunista + Sinistra Italiana), 1,74%. (servizio di Giulio Cava)

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