lunedì,Luglio 4 2022

L’avvocata iraniana dei diritti umani iscritta alla Camera Penale di Cosenza

Iniziativa internazionale dei penalisti del foro di Cosenza: l’avvocata iraniana dei diritti umani iscritta alla Camera Penale. Un gesto forte per difendere i diritti umani e civili. L’iscrizione deliberata dalla Camera Penale di Cosenza dell’avvocata Nasrin Sotoudeh, 53 anni iraniana, è un atto di libertà e solidarietà nei confronti di una loro collega che nel suo

L’avvocata iraniana dei diritti umani iscritta alla Camera Penale di Cosenza

Iniziativa internazionale dei penalisti del foro di Cosenza: l’avvocata iraniana dei diritti umani iscritta alla Camera Penale.

Un gesto forte per difendere i diritti umani e civili. L’iscrizione deliberata dalla Camera Penale di Cosenza dell’avvocata Nasrin Sotoudeh, 53 anni iraniana, è un atto di libertà e solidarietà nei confronti di una loro collega che nel suo Paese, l’Iran, deve subire torture e una condanna a 38 anni di carcere, definita ingiusta perfino dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.

La Camera Penale di Cosenza ha voluto dare sostanza al suo Statuto che prevede «di tutelare le funzioni e le prerogative del difensore vigilando affinché nessuna limitazione venga ad essere imposta poiché soltanto attraverso il ruolo e la libertà del difensore è consentita l’attuazione della giustizia penale nel rispetto del diritto di difesa, per come garantito dalla Costituzione».

La storia di Nasrin

Nel mese di aprile scorso, i magistrati dell’Iran hanno condannato l’avvocata Nasrin Sotoudeh alla pena di 38 anni di carcere ed a 148 frustate da infliggere sulla pubblica piazza. E’ accusata di essere “l’avvocata dei diritti umani”, perché difende le donne iraniane che vogliono togliere il velo per protesta contro l’obbligo di indossarlo.

L’avvocata Nasrin Sotoudeh ha espresso forti censure contro l’applicazione della riforma dell’articolo 48 del codice penale iraniano, che vieta all’imputato di determinati reati quali crimini politici e mediatici, di nominare un avvocato di fiducia, limitando la scelta nel ristretto novero dei venti legali – su ventimila iscritti – iscritti in un apposito registro validato dall’Autorità giudiziaria iraniana. E non solo: la magistratura le imputa anche di essere apparsa in pubblica udienza senza “hijab”, un velo musulmano che cela lo sguardo delle donne.

Di recente il Parlamento europeo ha riconosciuto l’avvocata Nasrin Sotoudeh come simbolo della lotta al fondamentalismo religioso ed alla discriminazione femminile in Iran e l’ha insignita, nel 2012, del “Premio Sakharov per la libertà di pensiero”, il più nobile riconoscimento assegnato alle persone che hanno dedicato la propria vita alla difesa delle libertà individuali.

Nel settembre del 2018, inoltre, Nasrin Sotoudeh ha ricevuto il “Premio internazionale dei Diritti dell’Uomo Ludovix Tarieux”, conferito ogni anno dagli avvocati ad un avvocato che, con la sua attività e la sua sofferenza, si sia distinto, in modo particolare, per la difesa dei diritti umani, la promozione del diritto di difesa, l’affermazione della supremazia del diritto e la lotta contro il razzismo e l’intolleranza, in qualsiasi forma.

Le motivazioni della Camera Penale di Cosenza

Nell’affrontare l’argomento, il Consiglio Direttivo della Camera Penale di Cosenza ha motivato la scelta di iscrivere l’avvocata Nasrin Sotoudeh nei suoi elenchi, in quanto «la Toga indossata dalla Collega quale unica arma di difesa dei diritti umani nel corso delle battaglie a tutela degli ultimi tra gli ultimi – costituisce il riferimento dell’Avvocatura nell’applicazione, concreta ed effettiva, dei valori espressi nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e nella nostra Carta costituzionale». (a. a.)

 

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