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Impianti di depurazione, il Comune di Amantea non dovrà pagare 400mila euro

Impianti di depurazione, il Comune di Amantea non dovrà pagare 400mila euro

Impianti di depurazione, il Comune di Amantea non dovrà pagare 400mila euro. Ecco la sentenza del tribunale di Catanzaro.

Era di 400mila euro la richiesta di una società del napoletano che ha gestito il servizio integrato di conduzione, manutenzione, controllo e custodia degli impianti di depurazione e sollevamento delle reti fognarie afferenti agli impianti stessi nel territorio della Regione Calabria, per prestazioni fornite tra il 2004 ed il 2010. Servizio che, com’è tristemente noto, in quegli anni non ha funzionato nel migliore dei modi.

Ciò nonostante la società, coinvolta anche in una inchiesta giudiziaria relativa ad infiltrazioni camorristiche negli appalti pubblici, ha convenuto in giudizio dinanzi al Tribunale di Catanzaro il Comune di Amantea, l’ATO e la Regione Calabria, chiedendo la condanna di tutti gli enti al pagamento della predetta somma. Il Comune di Amantea si è quindi opposto a tale esorbitante richiesta (293.000 euro a titolo di capitale e la restante somma a titolo di interessi), nominando l’avvocato Nicola Carratelli del foro di Cosenza per tutelare gli interessi dell’ente.

Impianti di depurazione, la linea difensiva

Il difensore ha quindi eccepito, nei propri scritti difensivi, l’inadeguatezza del servizio offerto dalla società, che peraltro era stata scelta all’interno di un procedimento amministrativo di competenza regionale, evidenziando anche la mancanza di un valido contratto fra la società e l’ente comunale. Una querelle giudiziaria durata 4 anni, che alla fine ha visto vittorioso il Comune di Amantea. 

La sentenza del tribunale di Catanzaro

Per il Tribunale di Catanzaro l’ente comunale non dovrà corrispondere alcunché per il servizio di depurazione, non avendo mai conferito formale mandato alla società napoletana, quest’ultima potrà quindi rivalersi esclusivamente nei confronti dell’Ambito Territoriale Ottimale della Regione Calabria, unico soggetto che ha affidato il servizio di gestione degli impianti di depurazione, impianti che in passato hanno causato un danno all’immagine alla costa tirrenica, almeno in giudizio si è evitata la beffa.

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