martedì,Agosto 9 2022

Eva Catizone diffamata su Facebook, querela presentata contro un utente

Eva Catizone presenta una querela contro un utente di Facebook. Parla l’avvocato dell’ex sindaco di Cosenza. Eva Catione diffamata su Facebook. L’ex sindaco di Cosenza ha dato mandato all’avvocato Bianca Zupi di tutelarla in sede legale, presentando una querela contro un utente del famoso social network. «La mia assistita dr.ssa Eva Catizone ha sporto formale

Eva Catizone diffamata su Facebook, querela presentata contro un utente

Eva Catizone presenta una querela contro un utente di Facebook. Parla l’avvocato dell’ex sindaco di Cosenza.

Eva Catione diffamata su Facebook. L’ex sindaco di Cosenza ha dato mandato all’avvocato Bianca Zupi di tutelarla in sede legale, presentando una querela contro un utente del famoso social network. «La mia assistita dr.ssa Eva Catizone ha sporto formale querela contro il sig. Silvio Licciardi per diffamanti commenti a mezzo Facebook riguardati il figlio minore ed il defunto padre».

La denuncia dell’avvocato

Tutto è iniziato dopo che il “Il Fatto Quotidiano” aveva pubblicato un articolo a firma di Eva Catizone dal titolo “Calabria, dal primo voto a Corigliano-Rossano emerge un volto giovane che fa sperare” in riferimento alla vittoria di Flavio Stasi, quale primo sindaco della città unica. «In detto articolo, illustrando i risultati elettorali – scrive l’avvocato Bianca Zupi – la Catizone manifestava compiacimento per il risultato, riportato al primo turno, del candidato a Sindaco Flavio Stasi, odierno trionfatore al turno di ballottaggio».

«L’articolo veniva condiviso e fatto oggetto di molti “commenti” tra cui quelli gravemente diffamatori del sig. Silvio Licciardi che, a nostro avviso, hanno superato i principi di verità, continenza e pertinenza, seppure nella misura ampia consentita alla critica politica, posto che discettano unicamente di un minore e di un morto, rispettivamente figlio e padre di Eva Catizone. Siamo tutti liberi di esprimere le nostre opinioni, senza tuttavia oltrepassare i limiti degli insulti, delle contumelie e del rispetto delle persone estranee al dibattito politico, quali un minore ed un morto» conclude la nota dell’avvocato di Eva Catizone.

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