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Rapporto Sentieri 2019: a Crotone-Cassano-Cerchiara «eccesso di tumori»

L’Istituto Superiore di Sanità periodicamente analizza la situazione epidemiologica nei Siti di interesse per le bonifiche. Ecco i dati

“Sentieri”, ossia l’altra faccia dell’industria. Il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, giunto quest’anno alla quinta edizione, riporta periodicamente i dati del programma di sorveglianza epidemiologica portato avanti in 45 Sin (Siti di interesse nazionale per le bonifiche), che includono 319 comuni italiani.

Sono le città avvelenate dove l’agognato sviluppo si è trasformato in tragedia, dove la speranza del futuro si è mutata in paura del presente, dove il sogno industriale è diventato un incubo. A volte, dopo un passaggio fugace che poco o nulla ha lasciato al territorio se non le proprie scorie. È il caso del Sin di casa nostra, che l’Iss tiene sotto la lente dal 2006, quando Sentieri (acronimo che sta per Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento) venne avviato come progetto di ricerca.

Crotone-Cassano-Cerchiara, così da noi si chiama il triangolo della morte che per anni ha disseminato malattie tra gli abitanti di quest’area. Il vertice è un polo industriale ormai dismesso dagli anni ’90, nella città di Pitagora, luogo di cultura e di spiagge bellissime. La “casa madre” di quel traffico di rifiuti tossici che sono poi stati interrati risalendo lungo quell’area a forte vocazione agricola che è la Sibaritide.

Mortalità e ricoveri

La situazione fotografata da Sentieri riguarda una finestra temporale che va dal 2006 al 2013, periodo in cui sono stati studiati i casi di morte e malattia nei luoghi considerati. «La mortalità – si legge nella parte che riguarda l’area di Crotone-Cassano-Cerchiara – presenta in entrambi i generi eccessi per tutte le cause e per tutti i tumori. Fra le cause di interesse eziologico a priori si osserva un eccesso di malattie respiratorie nella popolazione femminile». Sono 2.597 i casi di morte osservati tra gli uomini (di cui 825 per tumore) e 2.437 tra le donne (557 per tumore).

Per quanto riguarda i ricoveri, lo studio riporta: «Si rilevano in entrambi i generi eccessi relativi a tutte le cause naturali, a tutti i tumori maligni e alle malattie respiratorie nelle donne. Si segnalano eccessi delle malattie
degli apparati digerente e urinario in entrambi i generi, e di malattie dell’apparato circolatorio negli uomini. Per le cause di interesse a priori si osserva negli uomini un difetto per asma, e nelle donne eccessi per tumore maligno del colon retto e per le malattie respiratorie». Sono 1.947 i ricoveri per tumore osservati negli uomini, 1.558 nelle donne.

Il focus sui ricoveri pediatrici parla poi di «eccessi» per tumori del sistema nervoso centrale, linfoma di Hodgkin, malattie respiratorie.

Tra «le cause di morte potenzialmente ascrivibili alla contaminazione ambientale», oltre ai tumori epatici, polmonari e renali, si osserva inoltre un «eccesso di mesotelioma pleurico nella popolazione maschile», che «riflette la presenza d’amianto largamente utilizzato come isolante termico nel polo industriale di Crotone».

Si legge infine nelle conclusioni: «Nel suolo dell’area industriale di Crotone e nelle acque sotterranee si riscontrano elevate concentrazioni di metalli pesanti, in particolare cadmio, piombo e zinco; nell’area portuale anche arsenico, mercurio, cromo e rame. Viene inoltre segnalata contaminazione da DDT».

Dalle lotte alle bonifiche

È storia vecchia, campo di battaglia di magistrati che hanno scoperchiato l’orrendo vaso di Pandora e associazioni, comitati e attivisti che a gran voce hanno urlato che la loro gente non poteva morire così. A Cassano e Cerchiara le bonifiche dei terreni in cui, nel 1999, vennero trovate le ormai celebri “ferriti di zinco”, sono state completate a fine ottobre 2016, per come certificato dal Dipartimento provinciale di Cosenza dell’Arpacal (in basso, le foto prima e dopo i lavori).

Nel report dell’epoca si legge: «Su detti siti sono state svolte le attività di caratterizzazione e bonifica delle aree mediante asportazione dei rifiuti e del terreno contaminato secondo quanto previsto nel progetto “Interventi ambientali presso i siti dei Comuni di Cassano-Cerchiara” la cui esecuzione è stata autorizzata dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio con Decreto prot. 086 TRI/DI/B del 19/04/2010. Tale decreto prescriveva che, successivamente alla rimozione dei rifiuti e del terreno contaminato, si sarebbe dovuto procedere alla caratterizzazione dell’area impronta al fine di confrontare le concentrazioni dei parametri analizzati con le concentrazioni soglia di contaminazione (…). A seguito di tale verifica, effettuata sotto il controllo del Servizio Suolo e Rifiuti del Dipartimento Provinciale Arpacal di Cosenza, è stato riscontrato il superamento di tali limiti di concentrazione per alcuni metalli pesanti rendendosi necessaria una integrazione alle attività di bonifica mediante estensione ed approfondimento delle aree da bonificare (…)».

A Crotone questa storia ha un nome spaventosamente evocativo: “Black Mountains”, l’inchiesta condotta dall’allora sostituto procuratore Pierpaolo Bruni (oggi procuratore capo a Paola) sulle “montagne nere” di scorie cubilot ritrovate nell’area dello stabilimento dell’ex Pertusola Sud, dopo la chiusura dei battenti.

È la storia, anche, che ha raccolto attorno a sé una comunità arrabbiata e costantemente in lotta che si è riunita per le strade del capoluogo ionico e poi anche sulla pagina Facebook “Crotone ci mette la faccia”, che così spiega la sua ragion d’essere: «La pagina nasce in virtù dei troppi casi di tumore nella nostra città. Chiunque può postare foto o raccontare la propria storia o più semplicemente scrivere e postare con foto un biglietto con su scritto: “Non voglio morire di cancro”». Scritto a lettere maiuscole: un urlo.

Alla fine, la bonifica si sta avviando anche qui, dopo il via libera arrivato a marzo scorso dal ministero dell’Ambiente. Tardi, come sempre, per quelli che hanno già pagato il prezzo più alto, eppur si muove. (Mariassunta Veneziano)

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