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Cosenza, assunzioni dirigenti. Rende: «Il Comune smetta di temporeggiare»

Cosenza, assunzioni dirigenti. Rende: «Il Comune smetta di temporeggiare». L’intervento della consigliera comunale del Pd.

Era tutto previsto. A leggere le motivazioni più dettagliate della sentenza con cui il Consiglio di Stato, in sede di ottemperanza, ha ordinato al Comune di Cosenza di procedere all’assunzione senza ulteriore indugio dei dirigenti vincitori del concorso sostenuto nel 2010 entro il termine di 90 giorni dalla comunicazione elo ha condannato alle spese di causa per ciascun ricorrente, ci sembra che avevamo ampiamente ragione noi quando sulla stampa e in Commissione “Controllo e garanzia” affermavamo che nessun ostacolo al diritto all’immissione in ruolo dei dirigenti, già accertata in maniera definitiva da altra sezione dello stesso Consiglio di Stato nel mese di giugno 2018, potesse essere opposto dall’amministrazione comunale per eludere l’efficacia immediatamente precettiva del giudicato.

Dunque, non per spirito di “heri dicebamus” sulla crescente diffusione di abusi connessi all’eccessivo presidenzialismo dei sindaci, ci sembra doveroso richiamare un passaggio cruciale della sentenza, laddove i giudici del Supremo collegio affermano: «Il ragionamento svolto dal Comune di Cosenza sulla base della normativa in materia di programmazione dei fabbisogni di personale dipendente delle amministrazioni pubbliche e delle relative assunzioni non può rappresentare in astratto un ostacolo all’attuazione del giudicato, quando da questo derivi l’obbligo di assumere candidati utilmente collocatisi in graduatorie di concorsi pubblici.

Infatti, nella misura in cui tale normativa è finalizzata ad orientare per il futuro l’attività programmatoria delle pubbliche amministrazioni al fine di contenere la spesa per il personale dipendente, la stessa non può essere invocata in funzione limitativa di quanto accertato in giudizio, con particolare riguardo al caso di specie, relativo ad una revoca di concorsi indetti in un’epoca in cui la programmazione dell’ente locale consentiva la copertura dei posti in organico attraverso questa modalità di reclutamento. Ad opinare diversamente, come cioè preteso dal Comune di Cosenza, si determinerebbe una sostanziale ed inammissibile vanificazione della tutela giurisdizionale, per la quale è invece affermato come principio cardine quello dell’effettività (art. 1 cod.proc. amm.) ed in coerenza del quale il tempo necessario per accertare in giudizio una situazione giuridica non può andare in danno della parte che in esso ottiene ragione».

E ancora, «pertanto nessun ostacolo al diritto all’immissione in ruolo derivante dalla sentenza di questa Sezione di annullamento della revoca dei concorsi indetti dal Comune di Cosenza nell’anno 2009 può derivare dalle norme vigenti in materia di assunzione di personale alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni nel momento in cui si tratta di dare ad essa esecuzione, una volta accertato, con efficacia di giudicato, che in base alla situazione di copertura dell’organico di dirigenti dell’amministrazione soccombente vi era capienza».

E’ chiaro che ogni tentativo maldestro è stato fatto finora per eludere il giudicato del Consiglio di Stato e per tenere fuori dalla porta, professionisti valutati idonei e – come tali – nominati vincitori da una legittima commissione di concorso, forse per reclutare al loro posto dirigenti esterni e di stretta fiducia del primo cittadino. Incalcolabili finora i danni finanziari, oltre che morali, inflitti a questi soggetti, danni che potranno gravare in futuro sulle casse dell’ente, già a rischio dissesto. A questo punto cosa si vuole attendere di più per la loro immediata assunzione, con allegate le scuse di chi finora ha impedito che tutto ciò avvenisse? (Bianca Rende, consigliere comunale Pd)

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Redazione Cosenza Channel

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