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Falsi provini a Cosenza, denunciato “osservatore” di calcio

Falsi provini a Cosenza, denunciato “osservatore” di calcio. Ecco l’ennesimo raggiro ai danni di un ragazzo che sognava di giocare in un torneo prestigioso. La storia che raccontiamo oggi è una delle tante che investono il mondo del calcio. Quei falsi provini che nascondono una truffa ai danni di ragazzi che sognano di diventare calciatori

Falsi provini a Cosenza, denunciato “osservatore” di calcio

Falsi provini a Cosenza, denunciato “osservatore” di calcio. Ecco l’ennesimo raggiro ai danni di un ragazzo che sognava di giocare in un torneo prestigioso.

La storia che raccontiamo oggi è una delle tante che investono il mondo del calcio. Quei falsi provini che nascondono una truffa ai danni di ragazzi che sognano di diventare calciatori professionisti. Magari, a volte, senza avere quelle qualità necessarie affinché il “sogno” diventi realtà. E se parliamo di truffa, è obbligatorio pensare alle somme di denaro pagate dai genitori in buona fede che, pur di accontentare il proprio figlio, farebbero di tutto. Anche sbagliando, perché nel mondo del calcio, soprattutto a livello dilettantistico ci sono tanti avventurieri, imbroglioni e millantatori. 

Nella casistica delle persone “truffate”, almeno secondo quanto dichiarato da un signore di Cosenza, c’è un ragazzo a cui un “osservatore” promette di partecipare al torneo di Viareggio. Tutto ciò in cambio di soldi, effetto scatenante della querela presentata nei giorni scorsi presso la procura di Cosenza, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo, dall’avvocato Fabio Bonofiglio. Due ipotesi di reato: truffa e appropriazione indebita.

Falsi provini a Cosenza, la somma “truffata”

La famiglia del ragazzo minorenne ricostruisce tutti i passaggi della presunta truffa che sarebbe iniziata nel maggio del 2018, quando un amico di famiglia, evidentemente inconsapevole di tutto e del comportamento discutibile del soggetto denunciato, indica questo “osservatore” che avrebbe dovuto far giocare il figlio, attualmente minorenne, nella competizione dedicata al calcio giovanile.

La situazione comincia a puzzare di marcio quando il presunto “benefattore” spiega al padre del 17enne che nei mesi di gennaio e febbraio 2019 il giovane calciatore sarebbe dovuto andare a Roma per fare uno stage con altri ragazzi e i soldi richiesti, ovvero la cifra di 2500 euro, serviva per pagare le spese di vitto e alloggio. 

Al Torneo di Viareggio, il più importante a livello mondiale dedicato solo alle formazioni Primavera, partecipano giocatori in rampa di lancio, alcuni già conosciuti dai veri osservatori, altri invece sconosciuti ma pronti a farsi valere nelle categorie professionistiche. Per questo motivo, il ragazzino non avrebbe mai potuto scendere in campo in una gara ufficiale della manifestazione giovanile. Purtroppo, il genitore “abbocca” e, dopo averne parlato con la moglie, decide di eseguire il pagamento sulla poste pay del denunciato, il quale da questo momento sarebbe stato sempre meno presente. 

Dal “Viareggio” allo stage di Luzzi

Passano i mesi e la famiglia inizia a tartassare di telefonate “l’osservatore”. Arriva il mese di marzo e la persona querelata parla con il padre, spiegandogli che il responsabile dello stage aveva avuto un incidente stradale, era addirittura in coma da 20 giorni e lui, essendo all’estero, non sapeva nulla di questa situazione. Legittimamente, l’uomo pretende indietro la somma versata al presunto truffatore ma quest’ultimo, secondo quanto ricostruito, temporeggia fino al giorno in cui propone al papà del ragazzo di portare l’aspirante professionista al campo della Luzzese, dove ci sarebbe stato uno stage. 

Ma la parte offesa, scoprendo che il torneo di Viareggio era già stato svolto nel mese di marzo e irritandosi per l’atteggiamento del fantomatico osservatore, inizia a fare delle ricerche sul web, trovando un articolo in cui si riportava la notizia di una truffa commessa da un soggetto che ha lo stesso nome della persona denunciata in procura a Cosenza. A ciò si aggiunge un comunicato ufficiale della Figc con relativa sanzione pecuniaria alla società coinvolta nell’attività illecita. Ora un nuovo capitolo dei falsi provini (a Cosenza). (Antonio Alizzi)

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