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Regionalismo differenziato, Prc e La Sinistra ne discutono in piazza

Il dibattito domani pomeriggio a Cosenza per informare la cittadinanza su un progetto che «determinerà una spaccatura nel Paese»

Un incontro in piazza sul tema del regionalismo differenziato. A organizzarlo Rifondazione Comunista e La Sinistra di Cosenza, che provano così a far uscire la discussione «dai dibattiti chiusi e fra addetti ai lavori domani». Un dibattito dunque aperto a tutti, che si terrà domani a partire dalle 17.30 in piazza XI Settembre, a Cosenza. A relazionare, coordinati dal segretario reginale del Prc Pino Scarpelli, saranno Pino Assalone, segretario provinciale della Flc-Cgil; Fortunato Cacciatore, docente Unical e rappresentante della Sinistra; Eugenio Corcioni, presidente dell’Ordine dei Medici; Valerio Formisani, rappresentante di Cosenza in Comune; Marina Pasqua, avvocata e attivista femminista; Martina Talarico, rappresentante del sindacato universitario Link.

«I progetti per il cosiddetto “regionalismo differenziato” – afferma il segretario provinciale cosentino del Prc Francesco Saccomanno – proposti dalle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna (che da sole determinano il 40% del Pil dell’intero Paese), le cui relative pre-intese erano state già sottoscritte come ultimo atto del governo Gentiloni, sono ora condivisi da altre Regioni del centro-nord e stanno procedendo speditamente. Nelle intenzioni del governo a trazione leghista, questa partita si vorrebbe chiudere nel più breve tempo».

«All’interno del Parlamento – prosegue – si esprime solo un’opposizione di facciata, con il Pd delle regioni del centro-nord (quello che conta!) che vuole la realizzazione di quei progetti e quello delle regioni del sud che fa finta di opporsi».

Conclude Saccomanno: «Il regionalismo differenziato, con il trattenere il residuo fiscale nelle aree che lo producono, determinerà inevitabilmente una spaccatura nel Paese, con la popolazione di interi territori che subirà un notevole peggioramento dei livelli di salute, istruzione, trasporti, cura del territorio, norme contrattuali e lavorative. Verrà di fatto cancellato il ruolo di redistributore delle risorse e di garante della esigibilità di uguali diritti per tutti i cittadini che deve avere costituzionalmente il nostro Stato nazionale».

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