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Scoperto a Civita un villaggio del 1000 a.C.: tra i reperti un forno

Scoperto a Civita un villaggio del 1000 a.C.: tra i reperti un forno

Gli scavi puntano ora a portare alla luce il resto dell’insediamento. Domani pomeriggio un convegno per illustrare i risultati della ricerca

Un villaggio risalente al 1000 a.C. testimoniato da diverse strutture tra cui un forno, nel quale sono state rinvenute tracce di farro. Sono i primi esiti degli scavi archeologici avviati a Civita nel 2018 e che sarà domani al centro di un convegno all’Ecomuseo della cittadina arbëresh, a partire dalle 15.30.

Le indagini si inseriscono in una ricerca ventennale che l’Università di Groningen (in Olanda) sta portando avanti  nella Valle del Raganello assieme alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Cosenza, al Polo Museale della Calabria (Museo Archeologico della Sibaritide) e alle amministrazioni locali.

«Nel 2000 –  spiega, con una nota, l’archeologa Francesca Ippolito, ricercatrice dell’Università di Groningen  –  l’Istituto di Archeologia dell’Università di Groningen (Gia) ha ufficialmente dato inizio al Progetto archeologico Raganello (Rap). Ricerche nella Valle del Raganello erano già state avviate dal Gia a partire dai primi anni ’90 nei dintorni di Timpone della Motta a Francavilla Marittima e, con il progetto Rap, si sono poi estese a Civita, Cerchiara, Frascineto, Cassano allo Jonio e San Lorenzo Bellizzi».

Acquisendo anche i dati ottenuti tramite le ricerche del Gruppo Speleologico Sparviere di Alessandria del Carretto, grazie al progetto «sono stati individuati una notevole quantità di siti archeologici che vanno dal Neolitico agli inizi dell’età del Ferro. Le ricerche hanno previsto campagne di scavo, ricognizioni archeologiche, prospezioni geofisiche e geoarcheologiche che hanno portato a importanti risultati scientifici concernenti lo sviluppo insediativo di lunga durata di un territorio chiave per la comprensione della protostoria e della storia della colonizzazione greca nella Sibaritide».

Gli scavi di Civita hanno riguardato la località Monte San Nicola. A dirigerli, il professore Martijn van Leusen e Francesca Ippolito. Grazie a questa attività, sono state portate alla luce strutture in fossa relative a un’area di attività antropica connessa a un insediamento abitato intorno al 1000 a.C., periodo fra la fine dell’età del Bronzo e gli inizi dell’età del Ferro. «Tra le strutture – spiega Francesca Ippolito – sono stati rinvenuti i resti di un forno per la cottura dei cibi, in cui sono stati trovati resti di farro. Il prosieguo delle indagini mira alla scoperta del resto dell’insediamento o villaggio a cui queste strutture afferiscono, in modo da restituire uno spaccato di vita di 3000 anni fa, periodo cruciale per capire come si siano svolti in questa regione gli incontri e gli scambi con quei Greci che poi fonderanno la colonia di Sibari. Ci auguriamo che queste scoperte andranno ad arricchire il patrimonio culturale e a incrementare l’offerta turistica del territorio».

Al convegno di domani pomeriggio prenderanno parte il sindaco di Civita Alessandro Tocci, il presidente del Parco del Pollino Mimmo Pappaterra, il consigliere regionale Gianluca Gallo, la direttrice dell’Area archeologica di Sibari Adele Bonofiglio, il soprintentedente Sabap Catanzaro, Cosenza e Crotone Mario Pagano, il funzionario responsabile Sabap Catanzaro, Cosenza e Crotone Simone Marino e poi Martin Guggisberg, professore di Archeologia Classica all’Università di Basilea (Svizzera), Marta Imbach, assistente agli scavi sempre dell’Università di Basilea, Martijn van Leusen, professore di Archeologia del Paesaggio all’Università di Groningen, Sara Sbrissa, Memo Tour Operator, Archeologia e Turismo e la stessa Francesca Ippolito.

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