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Piccoli e nella provincia di Cosenza: ecco i "Comuni ricicloni" calabresi

San Benedetto Ullano e Terranova da Sibari i premiati da Legambiente tra i “Comuni ricicloni 2019”. Altri quattro i centri “Rifiuti free”

Sono due ed entrambi nella provincia di Cosenza i “Comuni ricicloni 2019” premiati da Legambiente: San Benedetto Ullano e Terranova da Sibari. Il primo vince nella categoria delle città sotto i 5mila abitanti, il secondo in quella delle città tra i 5 e i 15mila abitanti. Nessun riconoscimento tra i comuni maggiori né tra i capoluoghi calabresi.

Un dato sicuramente incoraggiante per i due territori, che però trascina la nostra regione al fondo della classifica: su un totale di 404 comuni, infatti, solo sei (pari all’1% del totale) risultano “Rifiuti free”, ossia comuni dove la raccolta differenziata funziona correttamente, ma soprattutto dove ogni cittadino produce al massimo 75 chili di rifiuti indifferenziati destinati alle discariche.

Pietrafitta, Carolei, Morano Calabro e San Vincenzo La Costa – ancora tutti nel Cosentino – completano il quadro sistemandosi, in quest’ordine, nella classifica dei comuni sotto i 5mila abitanti subito dietro San Benedetto Ullano.

Corepla premia Catanzaro

Niente marchio “Rifiuti free”, dicevamo, per i comuni sopra i 15mila abitanti e i capoluoghi di provincia. Si distingue però Catanzaro, tra i vincitori del “Premio Corepla”, che riguarda la raccolta degli imballaggi in plastica.

«La Regione Calabria nel 2018 – si legge nel dossier – ha registrato un incremento della raccolta degli imballaggi in plastica di circa il 20% raggiungendo una raccolta pro capite regionale di 15,5 Kg da confrontare con la media nazionale di 20,1 Kg. Fra tutti i Comuni virtuosi che hanno contribuito a questo importante risultato, la scelta è ricaduta sul Comune di Catanzaro».  La raccolta pro capite raggiunta – anche grazie al porta a porta – è stata di 24 Kg.

La lunga strada verso i “rifiuti zero”

In tutta Italia sono 547 i comuni “Rifiuti free”, con una prevalenza nelle regioni del Nord.

«Secondo gli ultimi dati dell’Ispra – scrive Legambiente – in Italia la produzione dei rifiuti rimane ancora alta, con 487 Kg/ab/anno e la raccolta differenziata intercetta, mediamente a livello nazionale, oltre la metà dei rifiuti prodotti con il 55,5% raggiunto nel 2017, registrando però un divario importante tra Nord (66%), Sud (42%) e Centro Italia (52%)».

Ai piani bassi della classifica – dominata da Veneto, Trentino Alto Adige e Lombardia – troviamo Calabria e Puglia con percentuali del 40%, seguite da Molise (31%) e Sicilia (22%).

Ancora molto c’è da fare per creare una situazione ottimale nel ciclo dei rifiuti e, come precisa Legambiente, «la raccolta differenziata non è che il primo passo propedeutico, ma non sufficiente, per superare i vecchi sistemi di smaltimento».

Spiega infatti: «Gestione efficace e ben organizzata, raccolta porta a porta, politiche di prevenzione, tariffazione adeguata per disincentivare la produzione dei rifiuti e aumentare la qualità dei diversi materiali raccolti sono gli ingredienti fondamentali. Ma perché gli sforzi, l’impegno e gli importanti risultati dei Comuni Rifiuti Free siano ripagati, occorre lavorare altrettanto alacremente sulla chiusura del ciclo, sul riciclo e sull’utilizzo della materia prima seconda che ne deriva».

«Serve quindi – aggiunge – una normativa a supporto della rivoluzione circolare. Priorità assoluta è la definizione dei criteri end of waste per rimettere in circolo la materia prima seconda, e l’attuazione delle norme già esistenti, attuando ad esempio quando previsto dalla normativa sul GPP (Green Public Procurement), i cui obblighi sono spesso disattesi».

La strada verso l’obiettivo “rifiuti zero” è dunque ancora lunga e costellata di discariche. (Mariassunta Veneziano)

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