Tutte 728×90
Tutte 728×90

Il gruppo Toti si siede al tavolo del centrodestra in Calabria

Il gruppo Toti si siede al tavolo del centrodestra in Calabria

Il gruppo Toti si siede al tavolo del centrodestra in Calabria. Quello che nessuno dice (o sa) sulle Regionali previste nel 2020.

La domanda che tutti si pongono in questi giorni è la seguente: Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, vuole davvero creare una spaccatura in Forza Italia, fondando un nuovo movimento politico? La risposta l’ha data direttamente l’ex direttore di Studio Aperto. La sua missione non è quella di rompere definitivamente con Silvio Berlusconi, ma di allargare il partito di centrodestra, nato nel 1994 dopo Tangentopoli, alle nuove generazioni. Sa bene anche Toti che un distacco da Forza Italia, numericamente parlando, potrebbe causare effetti indesiderati al movimento “L’Italia che cresce”.

Le percentuali di Forza Italia e del gruppo Toti

Se è vero che si ipotizza che il governatore ligure, insieme a chi decide di appoggiare la sua “corrente”, possa arrivare intorno al 7%, è altrettanto vero che oggi Forza Italia, unendo le forze di chi oggi non si sente rappresentato più da Silvio Berlusconi, con Toti al suo interno in postazione di comando potrebbe recuperare almeno 3 o 4 punti percentuali. La vera partita politica si gioca tutta qui. E gli effetti sulle elezioni Regionali in Calabria passano in secondo piano anche per chi vuole o non vuole la candidatura a governatore di Mario Occhiuto. Questo “round” oggi non è all’ordine del giorno, perché il gruppo Toti esce dall’angolo e si prepara a partecipare ai vari tavoli di trattative da Nord a Sud.

Giovanni e Pier Silvio insieme a Portofino

Giovanni Toti di recente ha avuto la nomina a coordinatore del Nord, mentre per il Sud la scelta è ricaduta su Mara Carfagna. Ieri, domenica 7 luglio, il presidente della Liguria e Pier Silvio Berlusconi, passeggiavano insieme a Portofino. Non è un “incontro” casuale, ma se dobbiamo dirla tutta fa parte di una precisa strategia politica che punta a mettere in un angolo il cosiddetto “cerchio tragico” di Forza Italia che ha portato il partito a risultati negativi. La famiglia Berlusconi riflette al suo interno se conviene puntare su una strada che oggi risulta completamente fallimentare oppure se è giusto dare spazio a coloro i quali hanno idee nuove e soprattutto voti veri. L’accusa che rivolgono i “contestatori” ai gruppi dirigenti regionali e non, è quella di avere poltrone che contano senza alcun merito politico.

Delegazione calabrese al fianco dei Gentile

I circa 2000 presenti al teatro “Brancaccio” di Roma hanno dato un segnale preciso. C’erano tante bandiere di Forza Italia, tanti deputati e senatori vicini o “lontani” da Silvio Berlusconi. Nessun vuole rompere, tutti conoscono i rischi di una tale decisione. Anche perché le prossime elezioni regionali, vedi in Calabria, avranno un peso politico molto importante. Nella Capitale c’erano quasi 400 sostenitori calabresi di Toti. Da Reggio Calabria a Catanzaro, con Piero Aiello in prima fila, da Cosenza a Crotone, con i Gentile pronti a spingere Toti verso un ruolo di primo piano all’interno del partito.

La candidatura di Occhiuto? Si vedrà…

Il secondo obiettivo del gruppo Toti è quello di avere diritto di parola nelle trattative che ci saranno nei prossimi mesi per la scelta di candidati a sindaco o candidati a governatore delle regioni. E quindi i riflettori si accendono sulla situazione calabrese, dove Mario Occhiuto al momento ha deciso di presentare la sua candidatura senza il “sì” di Lega e Fratelli d’Italia. Cosa succederà in questo caso? Quel che più conta per il gruppo Toti è avere una o più sedie al tavolo decisionale. Facciamo un esempio: quando ci sarà il momento finale se candidare Occhiuto o un altro, il “gruppo Toti” alzerà il telefono e discuterà con la Carfagna, spiegando i motivi che porteranno ad esprimere parere positivo o negativo sul nome in campo.

In Calabria, dopo cinque anni di governo Oliverio, il centrodestra non può permettersi di mettere a rischio una “vittoria” che, con la forza della Lega, sembra quasi alla portata. Un eventuale “scisma d’Occidente” non farebbe altro che rinvigorire un centrosinistra spaccato e disunito sulla ricandidatura del presidente originario di San Giovanni in Fiore. E questo, oggi, è un aspetto che non può essere sottovalutato. (Antonio Alizzi)

Related posts

error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it