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Gabriele ha la ricetta per il Pd: «Riprendiamoci la fiducia della gente»

Gabriele ha la ricetta per il Pd: «Riprendiamoci la fiducia della gente»

A Celico, il nuovo segretario cittadino del Partito democratico è un giovane di 18 anni: Giuseppe Gabriele.

di Giulio Cava

Il voto europeo del 26 maggio, ha sancito, oltre il trionfo straripante della Lega di Matteo Salvini, il ritorno, in termini percentuali, del Partito democratico come seconda forza politica del Paese. Nelle ultime settimane l’accesa dialettica interna, per non parlare di veri scontri, su tanti temi è riemersa ed il nuovo corso di Nicola Zingaretti non è definito in ogni suo punto. Tra numerosi contributi, critici come quello del filosofo veneziano Massimo Cacciari, il sindaco di Milano, Beppe Sala, rivolgendosi al segretario, ha risposto così ad una domanda del direttore dell’Espresso Marco Damilano: «non so cosa stia facendo nel Sud per liberare il Pd da potentati locali orami in disuso». A Celico, il nuovo segretario cittadino del Partito democratico è un giovane di 18 anni. Si chiama Giuseppe Gabriele, studente in fase di diploma al Liceo scientifico “Scorza” di Cosenza e una passione per la politica coltivata attivamente negli anni. Lo abbiamo sentito, per discutere di questa sua recente, ma sorprendente, elezione. 

Com’è iniziato tutto?
E’ iniziato tutto la sera prima del giorno delle presentazioni delle candidature. Ero indeciso se farlo. Ho valutato l’impegno, perché è un onere molto importante. Ho deciso per due motivi: mi sono sentito moralmente obbligato nei confronti, prima che del mio partito, del mio paese, Celico, dove, alle ultime elezioni europee Cinque Stelle e Lega hanno avuto un impatto non da poco. Considerato l’elettorato del nostro comune. Anche se, onore il sindaco Falcone ha avuto un ottimo risultato alle comunali, venendo rieletto. Tuttavia, il dato delle europee è pesante da accettare. L’unica strada per Celico e, in grande, l’Italia è quella tracciata dal Pd. 

Si dice che nel Pd calabrese i giovani faticano a farsi avanti prendendo posizioni di rilievo. La tua candidatura com’è stata assimilata all’interno degli iscritti di Celico e non solo?
Alla sezione la mia candidatura è stata una sorpresa. All’insaputa di tutti mi sono candidato cercando di ridargli un’anima politica. Il tutto è stato preso, abbastanza, con le punte. Però, alla fine sono stato premiato. Nel Pd cosentino questo è uno spiraglio, una porta che si apre, che non va contro il “vecchio”, anche se è rozzo definire così chi ha gestito il partito prima. All’interno del mio discorso dopo la vittoria, ho precisato che bisogna prendere il passato con una mano, metterselo su una spalla e salire sul carro del futuro. Detto questo, se oggi il Pd in Calabria non fa risultati notevoli, sia per motivi legati al trend nazionale, che dei fenomeni Lega e Cinque Stelle, la mia candidatura è stato e sarà un faro, anche, per altri ragazzi. 

Parlando della vittoria, sei diventato segretario per un solo voto, al culmine di una sfida molto tirata. Te lo aspettavi? 
Questa vittoria è del partito tutto, perché 51 % contro 49 % non è altro della rappresentazione oggettiva di cosa il partito vuole: due ragazzi, oltre a me una ragazza 30enne (Tania Litrenta, ndr), che ci siamo candidati. Quindi, una forza di giovani, con il rispetto delle quote rose, che all’interno della sezione è stata mantenuta. La competizione è stata abbastanza tranquilla, non accanita. Con il mio concorrente abbiamo collaborato finora, dopo le dimissioni del precedente segretario, nel direttivo. Si darà sicuramente un ruolo chiave a chi ha perso. 

Segretario, quali sono le sue prerogative?
Stiamo valutando, per la prima settimana di settembre, di organizzare la “Festa dell’Unità”, che manca a Celico da tanto tempo. Inoltre, organizzare manifestazioni assieme ad associazioni come Libera, Amnesty, la stessa Associazione “Roberta Lanzino”, fino alle associazioni gioacchimite. Un’altra cosa, quando verrà proposto al Parlamento un decreto o un disegno di legge, cercherò di organizzare manifestazioni con deputati, senatori del Partito democratico per discuterne insieme con la cittadinanza. 

Cosa ne pensi del nuovo corso del Pd di Nicola Zingaretti?
Il Pd, attualmente, è in crescita. In qualche modo Zingaretti ha atteso alcune promesse, come quella di fare unione. Tuttavia, quei 4 punti percentuali in più non sono degni del nostro partito, che ha fatto la storia d’Italia, con le sue persone. Secondo me, Zingaretti ha sbagliato ad avere uno stacco forte nei confronti della linea di Matteo Renzi. Alcuni dicono che Renzi sia stato il male del partito, perché lo ha portato ai minimi storici. Ma ricordiamo, che alle europee del 2014 con l’allora segretario prendemmo il 40%…

Ma siete piombati al 18, un anno fa…
Sicuramente la vecchia segreteria ha avuto delle responsabilità. Lo stesso Martina, anche se era un reggente, non ha avuto il coraggio di spronare, volendo, invece, tirare a campare. Alla nuova classe dirigente consiglierei di procedere su una linea che non stacchi troppo con il passato. Sotto i nostri ultimi due governi, Renzi e Gentiloni, l’Italia è cresciuta. Parlano i numeri. Poi quando vai contro interesse di qualcuno, è ovvio che perdi voti. Un partito deve guardare all’interesse del Paese, mettendo in conto anche queste cose. Inoltre, Zingaretti, che sta dialogando con le parti, deve fare squadre non isolando nessuno. 

Come si combattono Lega e Cinque Stelle?
Dobbiamo considerare due cose: Cinque Stelle è la rappresentazione delle protesta del popolo. Fondamentalmente sono espressione del nulla, perché non hanno una linea politica. Però, come si sconfiggono? Loro hanno, come Salvini, gridato alla pancia degli elettori, una tattica che rendeva ogni politico un ladro. Loro, adesso, rappresentano il sistema che hanno tanto criticato. Noi dobbiamo scendere in piazza, a riprendere la fiducia delle persone. La vittoria di Salvini in Calabria fa paura. Da giovane segretario, pensare a questo, che fa tutt’altro che il ministro, che ha spinto sulle paure legate all’immigrazione, facendoci passare l’idea che dietro ad ogni albero ci fosse qualcuno pronto a spararci. Cosa irreale, se guardiamo i dati Istat del 2018 sulle effrazioni in casa armate sono parliamo di 13 casi in tutta Italia… Dobbiamo spiegare alle persone i reali problemi del paese. 

Ti alleeresti con i Cinque Stelle?
Personalmente no. Sono quelli che per anni ci hanno gridato contro in modo pesante. Non ci faremo una bella figura. 

Volando basso, come sei messo con il diploma?
Sono in fase di diploma al Liceo Scorza. Il 12 luglio ho l’orale. 

Cosa prenderai all’Università?
Un anno fa credevo di andarmene in un ateneo del Nord. Ho riflettuto. Forse per amore di “patria”, mi sono detto: abbiamo una valida università. Ho deciso di prendere Economia all’Unical. Vivere il territorio è l’unico modo per salvaguardarlo e farlo crescere. Per la nostra terra sono pronto a lottare con le unghie  e con i denti.

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