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Mostro di Firenze, parola fine dopo 50 anni di misteri?

Mostro di Firenze, parola fine dopo 50 anni di misteri?

Mostro di Firenze, parola fine dopo 50 anni di misteri? L’analisi della criminologa Chiara Penna.

Il termine per la chiusura indagini sul Mostro di Firenze era scaduto già da mesi senza che fosse stata avanzata alcuna richiesta di proroga ed il sentore che anche questa volta non si sarebbe arrivati a nulla di concreto – addirittura neanche alla formulazione di un capo di imputazione nei confronti dei due indagati: l’ “ex legionario” Giampiero Vigilanti ed il medico Francesco Caccamo, tirato in ballo proprio da quest’ultimo – era nell’aria.

Oggi è stata resa nota la notizia secondo cui la procura di Firenze ha deciso di chiedere l’archiviazione per i due indagati, perché il quadro indiziario risulta essere (testuale) «fragile ed incerto, non certo suscettibile ad assurgere a dignità di prova, né tale da essere in alcun modo ulteriormente corroborato con ulteriore attività investigativa, tenuto anche conto del lungo tempo trascorso dai fatti».

Le nuove indagini hanno confermato quello che già si sapeva e cioè che a sparare dal 1968 al 1985 è stata sempre la stessa pistola (una Beretta calibro 22 mai ritrovata) con gli stessi proiettili Winchester serie H.
Le perizie, che hanno riguardato i bossoli, i proiettili e l’ogiva estratta di recente dal materasso all’interno della tenda della coppia difrancesi, ma che si sapeva essere lì già dall’epoca dei fatti, lo hanno confermato e, come pensavo, non hanno consentito di rilevare alcuna traccia di dna del possibile mostro.

Il Dna estratto dal sangue trovato sul fazzolettino nei pressi degli Scopeti appartiene alle vittime, Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, ma purtroppo ciò non rileva e non offre nuovi spunti di ragionamento. Anche perché il guanto trovato vicino al fazzoletto sarebbe riconducibile agli infermieri intervenuti in soccorso. Ed anche questo era un fatto conosciuto da anni senza però evere la conferma dell’analisi scientifica ed a riscontro della contaminazione avvenuta all’epoca dei fatti in fase di sopralluogo.

L’indagine era ripartita nel 2014 a seguito di un esposto dell’avvocato dei familiari delle vittime francesi e l’unica possibilità adesso è che il Gip non accolga la richiesta del PM o che queste stesse persone offese si oppongano entro 20 giorni al fine di convincere il gip a disporre nuove indagini o a richiedere al Procuratore di formulare l’imputazione coatta nei confronti degli indagati. Ma è estremamente difficile che ciò accada. Purtroppo, come sostengo da anni, finché non sarà ritrovata l’arma del delitto, non credo se ne verrà mai a capo e probabilmente se il Gip dovesse mettere la parola fine all’ indagine, credo che sarà molto improbabile che verrà riaperta in futuro. (Chiara Penna, avvocato penalista e criminologa)

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