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Sangue nella Sibaritide, carabinieri e magistrati al lavoro: ecco su cosa si indaga

Sangue nella Sibaritide, carabinieri e magistrati al lavoro: ecco su cosa si indaga.

Sono passate più di 24 ore dal momento in cui i carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno ritrovato i corpi di Pietro Greco, 49enne di Castrovillari, e Francesco Romano, 44enne di Corigliano Rossano, in una strada serrata in contrada Apollinara. A due passi da Cassano all’Jonio, luogo di residenza della prima vittima, già nota alle forze dell’ordine per i suoi precedenti per traffico di droga. Di Greco, quindi, gli investigatori sanno tante cose. Conoscono i posti che frequentava, il ruolo apicale che mostrava di avere nella città del Pollino e quelle che sembravano essere le sue intenzioni di spostare l’azione di comando in una delle aree della Sibaritide. Nel 2016 i carabinieri gli avevano trovato una pistola, traendolo di nuovo in arresto. Reato scontato qualche mese fa, quando era tornato in libertà sottoposto però alla sorveglianza speciale.

Ricostruire la vita di Francesco Romano

Ciò che non conoscono a fondo i carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro e i colleghi del Nucleo Investigativo di Cosenza, al quale la procura di Castrovillari ha conferito la delega ad indagare sul duplice omicidio, è la storia di Francesco Romano, imprenditore agricolo ma abitudinario frequentatore della criminalità organizzata locale. Da qui infatti intendono partire per capire cosa si cela dietro il doppio agguato di mafia, consumatosi probabilmente nella notte tra lunedì e martedì scorso. Gli inquirenti, al momento, escludono che uno dei due possa aver attirato in una trappola l’altro, rimanendo poi coinvolto nel duplice assassinio.

Indaga la procura di Castrovillari, ma…

Ciò che sembra avvalorarsi nelle ultime ore, a sentire gli investigatori, è che Greco e Romano avessero interessi in comune, se questi sfociassero nel Crimine organizzato è tutto da valutare e scoprire. Ma linea tracciata è questa. Il profilo di Romano è quello sul quale maggiormente lavorano i carabinieri. La procura di Castrovillari ha in mano il fascicolo ma si discute se sia il caso di trasmettere tutti gli atti alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Un ruolo nel dibattito tra procure potrebbe averlo anche la Dna, guidata dal procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho.

Auto dei killer non ritrovata

I carabinieri, inoltre, pensavano di ritrovare l’auto utilizzata dai killer, magari abbandonata in una campagna della Sibaritide. Il fatto che questo non sia avvenuto conferma la tesi che Pietro Greco e Francesco Romano siano stati uccisi di notte. Al contrario, quando a morire in un agguato di mafia fu Leonardo Portoraro, ammazzato in pieno giorno sulla 106 Jonica nei pressi di Villapiana, gli assassini avevano bruciato la macchina, rinvenuta qualche ora dopo dai militari dell’Arma. L’indagine è solo all’inizio e gli elementi da acquisire sono tanti. I tempi saranno lunghi. (Alan)

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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