Cosenza Calcio

Roselli: «Affrontare il Cosenza emozione unica. E in Coppa al Marulla…»

Roselli martedì affronterà il “suo” Cosenza in amichevole. In Coppa Italia può bissare al Marulla. «Conta la voglia, non la carta d’identità».

Dopo due esperienze nella versione di “riparatore” di danni altrui, Giorgio Roselli, 61 anni, ha la possibilità che cercava. Quella di fare le cose seguendone tutti gli step, allenare una squadra dalla fase preparatoria dell’estate e guidarla nelle acque agitate del campionato. Questa opportunità l’ha ottenuta al Monopoli, dove tra l’altro ha ritrovato il direttore sportivo Massimo Cerri, con lui insieme al Cosenza nella stagione 2015-2016. L’ex Cosenza ritroverà i rossoblù martedì 30 luglio e, se batterà il Ponsacco, nel secondo turno di Coppa Italia dell’11 agosto tornerà al Marulla. 

Giorgio Roselli, com’è tornare in Calabria alla guida di un’altra squadra per preparare una nuova stagione?
«Sono molto contento. Qua ho lavorato quasi tre anni, mi sono trovato benissimo. Mi ha fatto molto piacere che in questi giorni sono venuti a trovarmi alcuni amici di Cosenza. Giocheremo l’amichevole contro i Lupi sperando di disputare, anche, la gara di Coppa. Non avevo mai allenato al Sud prima di Cosenza e quell’esperienza mi ha aperto queste strade, che probabilmente non avrei mai praticato». 

Nelle ultime due esperienze da allenatore, Cosenza e Sambenedettese, lei è sempre intervenuto a campionato in corso. Con il Monopoli puo’ preparare una stagione fin dall’inizio. Come vede questo cambiamento? A Monopoli ha ritrovato Massimo Cerri, direttore sportivo con lei a Cosenza. 
«Ho trovato un’ottima società. Sinceramente quest’anno sono andati via molti calciatori e stiamo rinforzando l’organico. Abbiamo bisogno di alcuni elementi, ma la società sta vagliando le proprie scelte. Noi dobbiamo continuare a fare bene avendo l’obiettivo di crescere negli anni, non tanto in termini di posizioni ma come squadra e società».

Cosa ne pensa della composizione del girone meridionale?
«Ci sono squadre, come il Bari, che si possono permettere calciatori con un recentissimo passato in Serie A. Sarà un campionato come non lo è mai stato negli ultimi anni. Tantissime piazze, squadre forti. Dopo c’è un gruppo, nel quale colloco il mio Monopoli, che vuole ambire all’obiettivo dei playoff. Altre 5-6 squadre lotteranno per la salvezza». 

Quindi, Monopoli obiettivo playoff. In termini di posizionamento, invece?
«Quest’anno la situazione è diversa. Di solito ci sono 4-5 squadre forti, lo scorso anno probabilmente di meno. Adesso di squadre potenti ce n’è sono 6 o 7, che sulla carta sono di un altro pianeta. Qualcuna potrà avere problemi e un’altra del secondo gruppo ne potrà approfittare. Ripeto, spero che il Monopoli possa sorprendere al pari del Potenza, Sicula Leonzio, squadre ovvero di seconda fascia, ma in grado di svolgere un grande campionato». 

Lei tornerà nel corso del campionato in una città vicino Cosenza, Rende. Cosa ne pensa di questa società che sta mantenendo da due anni la terza serie?
«Cosa c’è da pensare? Quando le cose sono fatte bene, non conta il bacino d’utenza, ma contano l’idee e le cose fatte per bene. Il Rende si comporta in questo modo riuscendo a rimanere in questa categoria, cosa veramente importante. Anche se alla lunga la difficoltà tende ad aumentare, rispetto alle prime esperienze. Tuttavia, essendo una società strutturata non avrà problemi a mantenere la categoria». 

C’è un dato particolare. I più grandi risultati recenti ottenuti dal Cosenza, sono stati conseguiti con allenatori rodati e di provata esperienza. Lei ha portato in riva al Crati, oltre alla salvezza, la Coppa Italia di Lega Pro, Braglia la Serie B. Invece, i giovani allenatori hanno fatto male…
«Beh, sono di parte (dice ridendo, ndr)… per me i più bravi sono i vecchi allenatori, però non vale. Non ho mai pensato che la carta d’identità sia importante. Lo sono, invece, le idee, le passioni, la voglia di fare, l’entusiasmo, le capacità. Cose che puoi avere a 30 anni come a 60 anni. Normale che l’esperienza aiuta ed è decisiva. Qualcuno, infatti, ha detto che l’esperienza non è mai gratis. Più passano gli anni non tanto diventi più bravo, ma più concreto. Le lezioni e le cose buone insegnano. Fin che non sei bollito, meglio che le società si affidino, secondo me, ad un esperto. Ma conta chi è più bravo».

Roselli, con il suo Monopoli batte il Ponsacco in Coppa e si ritrova, di nuovo, da avversario dei Lupi al Marulla. Che proverà a tornare in quello stadio?
«Sarà una cosa bellissima. Prima di allenare il Cosenza non avevo neanche giocato più al Marulla. Quindi, sarà il primo ritorno assoluto. L’unica volta che potevo venire era l’annata della mia militanza nel Taranto, solo che alla gara di ritorno a Cosenza ero squalificato. Da allenatore ho fatto tre anni fantastici e ci tornerò con grande affetto. In un posto dove ho conosciuto tante persone con le quali continua a sentirmi». (Giulio Cava)

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Giulio Cava

Nato a Cosenza il 24 giugno ai titoli di coda del Novecento. Scrivo dal novembre 2013 di sport e attualità. Ho iniziato a Parola di Vita. Collaboro a Cosenza Channel dal luglio 2017, dopo averlo letto da quando ero piccolo. La prima volta allo stadio in tribuna stampa, da cui mi sono separato pochissime volte. Ho frequentato lo scientifico, studio scienze politiche all'Università della Calabria. Amo il calcio, quello umile. Aspiro a diventare giornalista...forse si...forse no...

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