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Concorso per entrare in polizia, limite di età 26 anni è illegittimo

Concorso per entrare in polizia, limite di età 26 anni è illegittimo

Concorso per entrare in polizia, limite di età 26 anni è illegittimo. Ecco la sentenza del Tar del Lazio.

Il Ministero dell’Interno ha disposto uno scorrimento della graduatoria relativa alle prove scritte del concorso per civili indetto nel 2017, volto all’assunzione di 1148 allievi agenti. Nonostante ciò vengono esclusi dallo scorrimento della graduatoria per agenti di polizia gli idonei con più di 26 anni. Ad escluderli un emendamento del Decreto Semplificazioni recentemente presentato. Lo scorrimento riguarderebbe solo coloro che non abbiano compiuto i 26 anni di età e che sono in possesso di un diploma di scuola superiore, basandosi sul requisito anagrafico previsto dall’articolo 6 del DPR n. 335 del 1982. Questo provvedimento amministrativo andrebbe in contrasto con quanto previsto dal bando di concorso del 26 maggio 2017, il quale fissava per la partecipazione il limite di età inferiore ai 30 anni.

Il ricorso fatto da un giovane cosentino

Un giovane cosentino, oggi trentenne, si è visto illegittimamente escluso da tale procedura concorsuale, per il sopraggiunto limite di età, nonostante avesse conseguito un punteggio positivo che gli avrebbe consentito di sottoporsi alle prove psico-attitudinali. Ritenendo ingiusto il trattamento riservato dal Ministero dell’Interno, l’aspirante poliziotto ha quindi proposto ricorso al TAR Lazio, sede di Roma, col patrocinio degli avvocati Lucio Di Gioia e Giuseppe Carratelli, ottenendo l’ammissione alle successive prove grazie ad un provvedimento urgente, sul presupposto di una gestione della procedura selettiva non conforme ai principi di par condicio ed irretroattività delle norme sopravvenute.

Cosa dice il Tar del Lazio?

Ed infatti la condotta del Ministero dell’Interno va ad escludere ingiustamente molti candidati, basandosi su un requisito meramente anagrafico, senza tener conto del punteggio ottenuto dal singolo candidato. In tal senso si verificherebbe una situazione per la quale un candidato più giovane con punteggio più basso andrebbe a scavalcare un altro candidato, che pur avendo ottenuto un punteggio maggiore non rientri nella fascia d’età inferiore ai 26 anni. Un orientamento di questo tipo non terrebbe affatto in considerazione i principi meritocratici e di non discriminazione. Per tali motivi il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto la richiesta urgente presentata dagli Avvocati Di Gioia e Carratelli, consentendo all’aspirante poliziotto di partecipare alle prove psicofisiche nonostante il sopraggiunto limite di età.

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