Giudiziaria

'Ndrangheta, il boss Paviglianiti esce e rientra in carcere in poche ore

‘Ndrangheta, il boss Paviglianiti esce e rientra in carcere in poche ore. Ecco cosa è successo.

E’ il caso giudiziario dell’anno quello che vede coinvolto Domenico Paviglianiti, boss della ‘ndrangheta, che come riporta il Corriere della Sera esce dal carcere per un patto non rispettato tra l’Italia e la Spagna, nazione che nel 1999 autorizza l’estradizione del potete criminale della zona Grecanica, versante Jonico, secondo cui il nostro Paese non avrebbe dovuto mantenere a vita in carcere l’uomo condannato all’ergastolo, per un totale di 168 anni. 

Il profilo di Paviglianiti

Il boss della ‘ndrangheta ha subito sette accuse per omicidi, tre per tentati omicidi, una per associazione mafiosa, una per narcotraffico e armi e inoltre gli inquirenti ritenevano che fosse coinvolto nell’assassinio a Tradate, provincia di Varese, del figlio (Roberto) di Raffaele Cutolo, capo indiscusso della Nuova Camorra. Paviglianiti terminò la sua “fuga” il 21 novembre del 1996 a condizione che l’Italia non avesse inflitto «una carcerazione a vita indefettibile», in quanto l’ergastolo non era previsto dall’ordinamento giudiziario spagnolo, reintrodotto poi nel 2015. 

Il ministero di Grazia e Giustizia nel 2006 aveva garantito che l’ergastolo «non implica che i condannati debbano comunque restare detenuti in carcere per tutta la vita, perché possono usufruire di ogni tempo» di benefici quali «permessi premio» dopo 10 anni di pena espiata «semilibertà dopo 20 anni di pena e «liberazione condizionale» dopo 26 anni passati in carcere.

Dal patatrac al gip di Bologna

Il patatrac avviene quando la procura generale di Reggio Calabria applica l’ergastolo a coloro i quali abbiano avuto più di due condanne superiori a 24 anni. Paviglianiti nel caso di specie aveva su nove sentenze, ben 4 condanne superiori a 30 anni ciascuno per altrettanti delitti. Ma v’è di più. «L’ergastolo ostativo» sbarra qualcuno beneficio ai condannati per i gravi reati previsti dall’articolo 4 bis. In tal senso, l’uomo reggino uscì dal carcere di Novara solo 2 ore – scortato dagli elicotteri – per la morte della madre.

Come detto, Italia e Spagna avevano un patto che secondo i difensori di Domenico Paviglianiti, gli avvocati Mirna Raschi e Marina Silvia Mori, è venuto meno. Così i due legali hanno presentato un’istanza in Cassazione che a sua volta indicava il gip di Bologna, quale organo cautelare preposto a sbrogliare la matassa giudiziaria nell’ambito di un «incidente di esecuzione». Ricorso che arriva sul tavolo del gip Gianluca Petragnani Gelosi il 1 ottobre del 2018. Oggi la decisione.

Perché Paviglianiti esce dal carcere?

Secondo il giudice emiliano, infatti, «le modalità detentive dopo l’applicazione dell’ergastolo» hanno «certamente frustrato le aspettative della Spagna nel momento in cui accordava l’estradizione» e che «è stato violato il principio della buona fede internazionale da parte dello Stato italiano, che alla Spagna doveva dar conto della norma restrittiva dell’articolo 4 bis». Finisce che l’ergastolo viene sostituito dalla massima detenzione temporanea ammessa in Italia, 30 anni. Paviglianiti ne ha scontati già 23, ai quali vanno aggiunti 3 anni e mezzo «fungibili» ad altro titolo, 3 anni di indulto e 1185 giorni di «liberazione anticipata». Che tradotto vuol dire che Domenico Paviglianiti è fuori dal carcere. (a. a.)

In cella dopo poche ore

Non ha fatto in tempo ad uscire dal carcere che Paviglianiti qualche ora dopo la sua scarcerazione ha ricevuto una nuova notifica dal tribunale di Bologna, il quale ha ricalcolato una pena da scontare per il reato di associazione mafiosa, subita nel 2001, che costringe il boss della Valle Grecanica a rimanere dietro le sbarre fino al 2027. Per effetto di questa disposizione, l’esponente reggino torna al 41bis.

Tags
Mostra altro

Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

Articoli correlati

Back to top button
error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it
Close

Adblock Rilevato

Supporta Cosenzachannel.it, disabilita il tuo Adblock per la nostra pagina