sabato,Luglio 2 2022

“AlimentiAMO” l’abbronzatura

Ah, l’abbronzatura, croce e delizia di ognuno. I colori degli abiti sembrano più brillanti dopo l’abbronzatura, la pelle nasconde le piccole imperfezioni quotidiane, si, ma che fatica! Ore ed ore sotto il sole immobili sperando in una tintarella perfetta. Ma è la cosa giusta per avere un’abbronzatura perfetta? Assolutamente no. Un’alimentazione e un’esposizione al sole

“AlimentiAMO” l’abbronzatura

Ah, l’abbronzatura, croce e delizia di ognuno. I colori degli abiti sembrano più brillanti dopo l’abbronzatura, la pelle nasconde le piccole imperfezioni quotidiane, si, ma che fatica! Ore ed ore sotto il sole immobili sperando in una tintarella perfetta. Ma è la cosa giusta per avere un’abbronzatura perfetta? Assolutamente no. Un’alimentazione e un’esposizione al sole adeguate permettono di ottenere, non solo, un’abbronzatura dorata e uniforme ma anche giuste dosi di vitamina D. Grazie ai raggi ultravioletti del sole l’organismo è in grado di sintetizzare la vitamina D. Nel seguente articolo si scoprirà come una corretta esposizione ai raggi solari migliori, non solo l’estetica, ma anche la nostra salute.

Abbronzatura e falsi miti

Chi non ha mai sentito parlare del magico effetto della birra sull’abbronzatura? E di camomilla, olio o limone applicati direttamente sulla pelle (suggestione legata al loro colore)? Anche se davvero la birra facesse abbronzare più velocemente, gli effetti secondari sulla pelle sarebbero spiacevoli. L’alcol infatti genera più facilmente eritemi e bolle a causa della sua evaporazione e l’assenza di filtri provoca scottature. In conclusione risulta più facile, oltre che più economico, consumare cibi freschi e di stagione e seguire una dieta equilibrata.

Eritema solare

Vitamina D, assorbimento e funzioni

Perché la vitamina D è così importante? Essa ha la capacità di fissare il calcio nelle ossa rendendole più robuste, stimola la produzione di endorfine, serotonina e dopamina che modulano il tono dell’umore contrastando i fenomeni depressivi. Per raggiungere le giuste dosi di vitamina D basta esporsi al sole per soli 20 minuti al giorno e non nelle ore più calde.

Vitamina D e alimenti

Anche gli alimenti sono fonte importante di vitamina D. Essendo una vitamina liposolubile, le sue concentrazioni sono alte nei cibi grassi di origine animale tra cui olio di fegato di merluzzo, tonno, sgombro, salmone, pesce spada, molluschi (gamberi, cozze e vongole), anguilla e cernia. In termini di concentrazioni di vitamina D, seguono il latte intero, il burro, le uova, alcuni formaggi (emmenthal, grana, pecorino) e vegetali come i funghi.

Cibi da consumare con moderazione in Dieta mediterranea
Cibi da consumare con moderazione in Dieta mediterranea

Uno studio del 2018 pubblicato sul Journal of American Osteopathic Association, riporta che l’uso della vitamina D nell’organismo è regolato da un importante sale minerale, il magnesio. Un ottimo abbinamento può essere cereali e pesce azzurro per consentire l’intake di questi nutrienti, come ad esempio una buona e fresca insalata di farro con tonno e verdure. La maggior parte dei cibi sopracitati hanno un buon contenuto calorico e pertanto devono essere consumati con moderazione nell’ambito della Dieta Mediterranea.

Vitamina D e tossicità

Attenzione anche agli eccessi. Essendo liposolubile, la vitamina D può accumularsi e dare fenomeni di tossicità. Il fabbisogno quotidiano di vitamina D ad oggi resta fissato tra le 200 UI/d per i bambini e le 600 UI/d per gli anziani.