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Droga a fiumi lungo la 106 Jonica. Un campanello d’allarme per le procure

La 106 Jonica è la strada più sicura per evitare controlli, visto il flusso di auto, camion e tir che viaggiano ogni giorno sulla Taranto-Reggio Calabria.

La ‘ndrangheta ha il controllo totale del commercio di droga. E’ un dato che si evince dalle operazioni delle varie procure calabresi e italiane che ormai hanno allargato i confini investigativi, raggiungendo il Nord d’Europa, dove i narcotrafficanti hanno deciso di far sbarcare i quantitativi di sostanza stupefacente dal Sudamerica. Fiumi di cocaina, eroina, hashish e marijuana immessi nel mercato italiano ed europeo, che rendono da quattro a dieci volte il prezzo d’acquisto. Ultimamente, la provincia di Cosenza è diventata protagonista indiretta di questo traffico di droga. Basti pensare agli ultimi tre rinvenimenti ad opera della Polstrada di Cosenza Nord e dei carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro (emblematico il caso delle tre donne arrestate a Rocca Imperiale) che, con un po’ di fortuna e intuito investigativo, sono riusciti a bloccare chili di marijuana destinata probabilmente in Sicilia.

La 106 Jonica punto di riferimento dei narcotrafficanti

Per capire cosa succede oggi, è necessario fare un passo indietro, tornando al 2015 quando la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro aveva arrestato esponenti del clan degli “zingari” di Cassano all’Jonio e trafficanti di droga dell’Albania. Un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza, che aveva svelato le rotte in mare di una presunta associazione dedita al narcotraffico lungo il tragitto CalabriaAlbania. Da qui si parte per dare una spiegazione ai viaggi che, persone insospettabili, organizzano verosimilmente dalla Puglia fino al luogo dove scaricare la droga acquistata.

Non ci sono certezze assolute o elementi investigativi che lo provano, ma chi percorre la 106 Jonica acquista la droga in Puglia, passa per il litorale ionico cosentino e prende l’autostrada a Firmo-Sibari o Spezzano-Tarsia. Da qui prosegue lungo l’A2 del Mediterraneo, arrivando a Villa San Giovanni. Una volta sbarcato in Sicilia, si dirige verso la città dove l’organizzazione criminale ha investito tanti soldi per comprare la droga.

106 Jonica sicura per i “corrieri della droga”

Gli autisti della droga, definiti in termine investigativo “i corrieri della droga”, sono persone incensurate che difficilmente desterebbero sospetto nel poliziotto, carabiniere o finanziere di turno che decide di fermare a un posto di blocco il suo camion o una station wagon. La perquisizione arriva quando il soggetto dà segni di nervosismo o i militari operanti sentono un odore che non quadra. Allora i controlli diventano già specifici e approfonditi. Il più delle volte l’intuito porta al ritrovamento di chili di droga che se fossero rivenduti, frutterebbero almeno 500mila euro.

Ma la vera domanda, a cui è quasi impossibile dare una risposta, è quanta droga passa senza che venga intercettata dalle forze di polizia? Forse il triplo o il quadruplo dei quantitativi che sono sequestrati. E perché i “corrieri della droga” scelgono di percorrere la 106 Jonica? Paradossalmente è la strada più sicura per evitare controlli, visto il flusso di auto, camion e tir che viaggiano ogni giorno sulla Taranto-Reggio Calabria. Tutti segnali che tengono in costante allarme le procure cosentine, da Cosenza a Castrovillari, senza dimenticare la Dda di Catanzaro che, con Nicola Gratteri al comando, ha lavorato tanto sul mondo della droga.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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