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Atti sessuali sul web con un minore, cosa dice la giurisprudenza

L'autoerotismo tra soggetti non fisicamente presenti (uno dei quali minori) costituisce reato.

Nei giorni scorsi il personale della Polizia Postale di Cosenza ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo indagato per aver adescato, tramite l’utilizzo dei social network, una bambina di 12 anni per poi indurla ad effettuare videochat dal contenuto erotico. Posto che la vicenda è chiaramente tutta da accertare, quanto verificatosi sembra ricondursi ad una condotta purtroppo abbastanza diffusa.

Quella degli adulti che hanno interesse sessuale verso i minori è, infatti, una realtà patologica che oggi assume una diversa modalità di azione. I fatti di cronaca evidenziano che coloro i quali soffrono di tale parafilia conoscono oggi molto bene il mondo dei giovani e, per questo motivo, si adattano ad esso modificando il loro modus operandi. Nello specifico, per avviare relazioni, attualmente si dimostrano molto abili nello sfruttare non solo le nuove forme di comunicazione di preadolescenti e adolescenti, ma anche capaci di approfittare della loro tendenza al narcisismo e alla curiosità sessuale.

Atti sessuali sul web con un minore, chi è il groomer?

L’adulto abusante, spesso indicato come groomer, mira così a costruire un legame “affettivo”, utilizzando il linguaggio dei ragazzini ricco di emoticons ed incentivando fantasie di innamoramento. Il tutto solo per preparare il terreno a richieste di immagini sessuali, induzioni ad atti di autoerotismo, per poi addirittura proporre incontri sessuali. È bene tenere presente dunque, che il fatto di nascondersi dietro un mezzo tecnologico, non esula da responsabilità, perché nella nozione di atti sessuali penalmente rilevanti rientrano anche gli atti di masturbazione dinanzi alla webcam.

L’autoerotismo tra soggetti non fisicamente presenti (uno dei quali minori) costituisce infatti reato, tanto che la Corte di Cassazione, nel rigettare il ricorso di persona condannata per fatti di violenza sessuale nel confronti di un minore, ha statuito che gli atti di masturbazione costituiscono atti sessuali a tutti gli effetti. Irrilevante è che essi siano praticati dalla persona offesa su se stessa se ciò avviene per il soddisfacimento degli impulsi sessuali dell’autore del reato, che lo istighi mediante telecamera cui è connesso via internet.

Atti sessuali sul web con un minore, cosa dice la Cassazione?

La Suprema Corte ha tra l’altro rimarcato che gli atti sessuali nel delitto ex artt. 609-bis e segg. C.P. non necessitano di contatto fisico tra vittima e aggressore, bastando che questi cerchi soddisfazione sessuale dall’assistere alla esecuzione di tali atti. Come ad esempio la masturbazione di sé da parte della vittima, costretta con minacce o col timore derivante da precedenti violenze o approfittando dell’età del minore che non abbia ancora raggiunto un adeguato livello di maturità per accettare consapevolmente a richieste di prestazioni sessuali.
Gli abusi sessuali possono dunque venire commessi anche per via telematica e le conseguenze del sexting, ovvero lo scambio di immagini e video sessualmente espliciti, possono essere estremamente pesanti e significative dal punto di vista psicologico.

L’impatto sull’autostima, le ripercussioni sulle relazioni interpersonali e sulla reputazione, le paure, le ansie, i cali del rendimento scolastico, possono essere molto significativi. Servirebbe, dunque, un maggior controllo da parte degli adulti sulle attività svolte sul web dai ragazzini dei quali sono responsabili, nonché un maggior dialogo, in modo tale da rendere i minori più consapevoli e capaci di riconoscere situazioni potenzialmente pericolose

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Chiara Penna

Avvocato penalista e Criminologa, ha conseguito nel Marzo 2017 il titolo di Avvocato penalista specialista presso la Scuola di Alta formazione dell’Avvocato penalista dell’ Unione Camere Penali Italiane e nel 2012, il titolo di Master di II Livello in Scienze forensi presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Autrice di pubblicazioni scientifiche e dei libri: “La vera storia del mostro di Firenze” e “Suoni dal buio. Appunti di musica, cronaca a visioni”, è spesso ospite in qualità di esperta in programmi televisivi e radio nazionali.

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