Rende Calcio

Rende, ad Avellino ti salva Savelloni. I biancorossi strappano un punto

Il Rende di Tricarico torna dall'Irpinia con un punto preziosissimo. Savelloni si veste da Superman, ma l'attacco resta il vero problema.

I globuli bianchi e le piastrine entrano in azione. L’emorragia del Rende è, momentaneamente, arrestata. Il pareggio di Avellino consegna alla squadra guidata, per la seconda volta, da Andrea Tricarico, il secondo punto in classifica. Nella settimana che sta volgendo al termine, la dirigenza con a capo Fabio Coscarella non ha raggiunto nessuno accordo con un allenatore svincolato. Da qui la scelta di affidarsi a Tricarico, che ha lavorato sula testa dei calciatori. Questa volta, a differenza di Pagani, dopo l’inizio motivante i biancorossi hanno retto nella continuità. Aiutato, per un verso, da un Avellino evanescente, confuso, spento e, per un altro, da due ottimi interventi di Savelloni, evitato di restare soli all’ultimo posto mantenendo saldo l’aggancio al Rieti. La posizione lascia a desiderare, ma la gara odierna ha fatto registrare passi in avanti sotto il profilo tattico e mentale. 

Le scelte di Tricarico e Ignoffo

Il Rende non demorde e insiste nel modulo della scorsa giornata, il 4-3-3. Andrea Tricarico è, però, limitato nella funzionalità del sistema tattico. Uno perché al centro del centrocampo deve, per forza, fare a meno di Massimo Loviso, attualmente indisponibile, e, due, in attacco manca Francesco Vivacqua. In difesa è stato riconfermato Germinio, a centrocampo prima da titolare per Murati. Alle spalle del capitano Rossini, corrono Giannotti e Morselli. L’Avellino risponde per le rime, sfoderando il tridente Micovschi-Alfageme-Parisi, mentre Di Paolantonio è piazzato nel fulcro del gioco irpino. 

Buono l’approccio del Rende

A dispetto delle ultime prestazioni e della posizione in classifica, il Rende è quello che fende per primo. Nei primi 25 minuti, la squadra mostra di aver assimilato di più le idee di fondo dell’organizzazione di gioco. Tricarico nel dopogara della partita contro il Potenza ha detto di lavorare sulla scia di Andreoli. Infatti, l’ex calciatore del Corigliano non ha prodotto enormi stravolgimenti. Sul terreno del “Partenio-Lombardi”, i biancorossi si rendono pericolosi con l’asso Luca Scimia, disturbatore pericoloso della difesa dell’Avellino. Il neozelandese trova la profondità con lo scopo di aprire i biancoverdi nella zona posteriore, favorendo la manovra dell’attacco. All’11’ va lui direttamente alla conclusione, ma Tonti rinvia. 9 giri di lancette più tardi, il suo tiro insidioso termina a lato. Altro replay al 25’, ma il centrocampista scuola Pescara non centra lo specchio di porta. Impacciato, lento, l’Avellino si avvia alla partita in modo del tutto disinteressato. Fa giocare gli ospiti più della metà del primo tempo e solo al 26’ decide di costruire qualcosa. Savelloni smanaccia, 27’, un colpo di testa di Morero, ma è il 34 il minuto nel quale i padroni di casa sprecano una ghiotta occasione: Alfageme, servito da Celjak dalla destra, tira eccessivamente alto. 

Prodezza di Savelloni

L’Avellino è stato costretto, un anno fa, a ripartire dai bassifondi della Serie D. La crisi, però, che avvolge i campani in questo inizio campionato è promossa, anche, dall’incapacità prestazionale che non fa, degli Irpini, una delle protagoniste del girone. La squadra in sé è stata puntellata fino ad un certo punto. Il che la posiziona due gradini giù rispetto alle corazzate. Se non fai risultato contro il Rende, che perde Rossini (colpo ricevuto alla schiena), qualcosa che non va c’è. La ripresa dei giochi biancoverdi culmina con il rigore, ottenuto dopo 5 minuti dal rientro dagli spogliatoi. Murati, al netto della prestazione nel complesso positiva, atterra Rossetti, ma Savelloni nega la gioia a Di Paolantonio.

Due traverse in rapida successione

L’Avellino ha le idee confuse. Nonostante ciò, la formazione di Ignoffo si riversa nella metà campo avversaria alla ricerca del gol. Ma le pretese sono troppo alte alla luce della gara disputata. Tuttavia, nel finale entrambe le squadre, in un lasso di tempo estremamente ravvicinato, hanno avuto l’occasione di portare a casa i tre punti. Ndiaye al 38’ colpisce la traversa dopo la respinta di Tonti sulla botta dalla distanza. Una dozzina di secondi più tardi, Savelloni compie il secondo (decisivo) intervento di giornata: Charpentieri, sul limite dell’area piccola, concluse sicuro, ma il portiere biancorosso respinge sulla traversa. 

Il tabellino di Avellino-Rende

AVELLINO (4-3-3): Tonti 6,5; Celjak 6,5, Morero 6, Njie 5,5 (1′ st Silvestri 6), Laezza 6; De Marco 5 (1′ st Charpentier 5,5), Di Paolantonio 5, Rossetti 6,5 (30’ st Karic sv); Micovschi 5, Alfageme 5, Parisi 5,5. A disp.: Pizzella, Abibi, Palmisano, Zullo, Carbonelli, Evangelista. All.: Ignoffo 6
RENDE (4-3-3): Savelloni 7,5; Vitofrancesco 6,5, Germinio 6, Bruno 6, Blaze 6; Murati 5,5, Collocolo 6,5 (35’ st Ndiaye 6), Scimia 6; Morselli 6 (10’ st Origlio 6), Rossini 6 (16’ st Libertazzi 5,5), Giannotti 6. A disp.: Palermo, Borsellini, Ampollini, Cipolla, Nossa, Vigolo, Soomets, Drkusic. All.: Tricarico 6,5
ARBITRO: Di Graci di Como
NOTE. Campo in buone condizioni di gioco. Al 5’ del secondo tempo, Savelloni para un rigore a Di Paolantonio. Spettatori: circa 4000 con qualche tifoso proveniente da Rende. Ammoniti: De Marco, Laezza, Parisi (A), Collocolo, Murati, Scimia (R). Espulsi: nessuno. Angoli: 6-2. Recuperi: 0’ pt – 3’ s

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Giulio Cava

Nato a Cosenza il 24 giugno ai titoli di coda del Novecento. Scrivo dal novembre 2013 di sport e attualità. Ho iniziato a Parola di Vita. Collaboro a Cosenza Channel dal luglio 2017, dopo averlo letto da quando ero piccolo. La prima volta allo stadio in tribuna stampa, da cui mi sono separato pochissime volte. Ho frequentato lo scientifico, studio scienze politiche all'Università della Calabria. Amo il calcio, quello umile. Aspiro a diventare giornalista...forse si...forse no...

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