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Lisa Gabriele, tanti sospetti sulla morte della ragazza di Rose

La lettera anonima, pubblicata da "Chi l'ha visto" davvero è stata scritta da un poliziotto della Stradale di Cosenza. Ecco alcuni ipotesi da non scartare.

Lisa Gabriele, una morte che porta via con sé tanti sospetti. L’uccisione della ragazza di Rose, ritrovata in un bosco di Montalto Uffugo, è al centro di una nuova inchiesta della procura di Cosenza che, dopo aver ricevuto una lettera anonima, ha deciso di riprendere il fascicolo archiviato dopo una serie di indagini che, già all’epoca, avevano fatto emergere come la giovane ragazza cosentina fosse stata soffocata. Secondo il pensiero di molti, il suicidio era solo una messinscena. E di fatti, il medico legale nominato all’epoca dal pm Antonio Tridico, arrivò a queste conclusioni. In questa vicenda, torbida e molto complessa, ci sono due certezze: un assassino e un suo complice. Impossibile, infatti, che colui il quale mise fine all’esistenza di Lisa Gabriele possa aver fatto tutto da solo. E chi ha scritto la lettera anonima, pubblicata ieri sera dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”, in onda su Rai Tre, fa riferimento a un poliziotto, presunto omicida, e un carabiniere, presunto favoreggiatore.

La lettera anonima e i tanti dubbi su chi l’ha scritta

La lettera anonima sarebbe stata scritta, secondo quanto si apprende, da un poliziotto della Stradale di Cosenza, collega per anni del presunto assassino – forse un soggetto coinvolto in un altro procedimento penale, già al vaglio della procura di Cosenza – che «per troppo tempo» sarebbe stato costretto al silenzio «dalla paura e per troppo tempo afflitto dal senso di impotenza e dal rimorso». Se fosse vero che la missiva indirizzata al procuratore capo di Cosenza, Mario Spagnuolo, sarebbe stata stilata da un agente di polizia, quest’ultimo dovrebbe vergognarsi di aver taciuto per tutti questi anni, perché è un suo dovere denunciare e trovare i responsabili di reati, qualsiasi essi siano.

Ma in realtà, ed è qui che nascono i sospetti, la lettera potrebbe essere stata scritta a più mani. Come può essere che non sia stata scritta da un uomo, ma da una donna che forse era a conoscenza delle abitudini di vita di Lisa Gabriele e di chi potrebbe averla uccisa. Relazioni amorose che probabilmente sarebbero dovute rimanere all’oscuro di tutti, temendo che la donna di Rose fosse addirittura incinta. Colui che l’avrebbe uccisa, si legge nella lettera «l’ha selvaggiamente picchiata talmente violentemente che poi la ragazza è stata costretta a recarsi in ospedale dove è stata accompagnata da una pattuglia della polizia stradale». Dal 9 gennaio 2005, dunque, c’è una morte che attende giustizia. Non sarà facile ricostruire tutto, ma l’intenzione dei magistrati di Cosenza è quella di non lasciare nulla al caso. A cominciare dall’escussione di quelle persone che, circa 14 anni fa, erano state sentite come soggetti informati sui fatti. 

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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