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Pascali: «Venerdì tifo pari, ma è il sapore della vittoria ad essere diverso»

Pascali («smetto quando gli altri correranno il triplo») spiega differenze e affinità tra Cittadella e Cosenza e tra Venturato e Braglia. «Secondo me metterà la museruola a Iori...»

Doppio ex molto amato, Manuel Pascali si gusterà a distanza il match tra Cittadella e Cosenza in programma venerdì sera al Tombolato. Conosce bene entrambi i tecnici, con VenturatoBraglia il difensore ha ottenuto due promozioni in Serie B ed ha conquistato le simpatie della piazza. Coinvolgente, social, uomo spogliatoio, ha lasciato il Marulla a gennaio scorso per tentare un altro miracolo a Caserta. Da luglio, invece, gioca a Fanfulla in Serie D. Di appendere le scarpette al chiodo non ne ha proprio voglia. «Lo dicono da quando sono tornato dal Killmarnock – evidenzia-  ma nel frattempo ho due campionati in più in bacheca e ho disputato i playoff per andare in Serie A. Non smetterò finché gli altri non andranno al triplo di me».

Cittadella-Cosenza, per chi tifa Pascali? Non sia democristiano. 
«Tifo per un pari. Magari ricco di gol. E’ difficile schierarmi, perché sono due piazze a cui sono molto legato. E’ come scegliere tra due figli, non si può. Ho vissuto esperienze straordinarie e non sono tipo da risposte scontate, ma non riesco davvero ad indicare una preferenza».

Partiamo dal Cittadella e dalla consolidata coppia Marchetti-Venturato. I più cattivi dicono che sia semplice lavorare in un ambiente del genere.
«E’ un luogo comune, ma è anche vero che non si avverte la pressione che subisce Trinchera a Cosenza. Marchetti tuttavia è un malato di calcio. Non perde una partita e prende le decisioni dopo aver analizzato al dettaglio ogni virgola. Per il mercato in entrata è facilitato perché può scommettere su calciatori che a Cosenza invece non sarebbero accettati a cuor leggero dalla piazza. Venturato lo conosco da 20 anni. Lavorammo insieme già a Pizzighettone e vincemmo un torneo di Serie C2».

Cittadella e Cosenza sono davvero distanti come il cielo e la terra?
«Sì, dal punto di vista della pressione sì. Ma nascondono insidie diverse e ci sono i pro e i contro così come le similitudini. Quali? Ad esempio si creano forti sinergie con il pubblico. A Cittadella le cose possono incrinarsi quando il rendimento non è dei migliori ed è bravo Marchetti a fornire allo spogliatoio le giuste motivazioni. Per giocare a Cosenza devi avere carattere e Trinchera ha puntato sulle pedine giuste in passato. Penso a due nomi su tutti: Okereke e Tutino».

Un calciatore perché dovrebbe scegliere l’una o l’altra piazza?
«Dipende dal temperamento e dal momento della propria carriera. Se vuoi una sfida forte, scendi in Calabria. Se hai bisogno di serenità, allora vai a Cittadella. Sono del parere che un ragazzo debba provare entrambe le esperienze prima o poi. A me mancava cimentarmi in una realtà come il Marulla e mi sono messo alla prova. E’ il sapore della vittoria ad essere divero».

Pascali, più sorprendente la promozione col Cosenza o quella del 2016 in Veneto?
«Cosenza, senza dubbio. A Cittadella eravamo appena retrocessi ed avevamo una rosa forte. L’idea era vincere al primo colpo e fu una marcia trionfale che forse ci siamo goduti poco. Per stare in vetta così a lungo poi si finisce col festeggiare di meno. A Cosenza fu un vortice di emozioni che ci travolse nell’arco di un mese e mezzo. Momenti indelebili la gara col Sudtirol, il rientro da Pescara, la festa allo stadio. Cosenza lascia il segno. Noi ci credevamo, ma con una lucida follia di fondo».

Perché è andato via dal Marulla? Decisione sua o cosa?
«E’ stata una decisione mia. Non so se sia un pregio o un difetto, ma non riesco a star fermo. Sapevo la mia importanza all’interno dello spogliatoio, ma non mi bastava. Volevo incidere anche in campo e, forse per demeriti miei o per altro, sentivo di non dare il massimo. Partire fu la scelta migliore, ma molti miei compagni confermeranno che sono stato sempre dietro le quinte fino a giugno. Salvezza tranquilla, anzi per un attimo ho sperato nei playoff…».

Come un anno fa il Cosenza è partito male, si è fatto un’idea dell’organico?
«E’ forte, ma a differenza di Cittadella Cosenza non ti dà tempo. Per creare qualcosa di importante, c’è bisogno di qualche settimana in più e di tanta pazienza. Serve crescere come gruppo e come squadra, l’esempio è il Milan con Giampaolo. Ho visto tutte le partite e, tranne col Livorno, il collettivo non è secondo a nessuno. Braglia ha una delle difese migliori del campionato e Monaco può non far rimpiangere Dermaku. Le prestazioni sono ok, mancano i punti. Serve una vittoria per il morale, in più spero che Litteri dia il contributo che ha nelle corde».

Braglia e Venturato, affinità e divergenze secondo Pascali.
«Affinità: sanno entrambi cosa vogliono. Le divergenze sono tattiche, Venturato fa solo il 4-3-1-2, mentre Braglia cerca in tutti i modi di trovare soluzioni per imbrigliare l’avversario. Venerdì sera secondo me cercherà di mettere la museruola a Iori».

Chi può decidere la partita?
«Nel Cittadella dico Luppi e Diaw che stanno molto bene. Dall’altra parte dico Idda su calcio piazzato o Bruccini con una staffilata delle sue. Deve tornare a realizzare 6-7 gol a stagione come ci ha abituato di recente».

Pascali come sta vivendo il calcio di Serie D?
«La passione è sempre la stessa. Lo vivo 24 ore su 24, ma ho la famiglia vicino e ci penso un po’ di meno. Quando si perde o pareggia, però, la settimana è rovinata». 

Al dopo ha pensato? Che farà Manuel Pascali?
«Io ho una grande predisposizione per il campo e dietro la scrivania non mi ci immagino affatto. Pertanto mi vedo più come allenatore e non come altro. Magari un giorno torno a Cosenza e mi accomodo in panchina, chi lo sa…».

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Antonio Clausi

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 2010 ha lavorato fin dal 2007 presso le redazioni de “La Provincia Cosentina”, di “Calabria Ora”, di “Cronache del Garantista” di cui coordinava i servizi per la Calabria, e del “Quotidiano del Sud”. Dal 2008, inoltre, collabora attivamente con CosenzaChannel.it. Spesso ospite di talk-show televisivi e radiofonici, ha come hobby i 33 giri e la musica.

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