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Calabria-Illinois: il viaggio di due studiosi in un tempo che cambia

Convegno internazionale sul diritto pubblico all'università Loyola di Chicago. Linea diretta tra Calabria e Illinois. Ecco i temi da trattare.

Si è soliti credere che la crisi economica, lavorativa e sociale dell’università italiana corrisponda a un decadimento della sua immagine all’estero. Per fortuna, non è così. Quello che ha prodotto e continua a produrre l’accademia in Italia, in particolar modo quella meridionale, è ancora stimato, ricercato, condiviso, apprezzato. Forse persino di più allorché si parli degli studi umanistici, che creano ricerca di base che non entra immediatamente nella produzione, ma offre letture critiche, proposte di soluzione, comparazione culturale e giuridica, decisione casistica. 

Questo dato sfugge alle statistiche, ma è incredibilmente concreto. Negli ultimi anni, in ogni esperienza di ricerca o di studio o di didattica che abbia avuto all’estero (soprattutto nell’Europa orientale o negli Stati Uniti), la provenienza dagli studi giuridici italiani e, segnatamente, dagli atenei del Sud del Paese non era un handicap, ma un motivo di curiosità, un riconoscimento di stile, una ragione di stima. È inoltre sempre emozionante portare i risultati delle proprie ricerche in Stati dove l’immigrazione italiana ha rappresentato movimenti popolari per più aspetti epocali, contribuendo ad arricchire le culture in cui si innestava e, al prezzo di decenni di sofferenze anche gravose, a riscattare un immaginario e una generazione. 

Il viaggio di due calabresi negli Stati Uniti d’America

Un calabrese che possa relazionare in un ateneo statunitense si accorge di ciò dai cognomi, dalle strade, dai ritrovi e dalle programmazioni cui assiste: fuori dallo Stato, c’è un altro Stato, che ha lavorato, ha studiato, a lungo andare ha vinto, benché al prezzo di tante sconfitte individuali spesso silenziosamente divorate dalla storia. Dal mio punto di vista, questa storia vale doppio, mi segue tutt’ora: un mio avo, per ragioni politiche e civili, dovette emigrare negli Stati Uniti e presto si accorse che quella meta vagheggiata era più ricca e più libera, ma non per tutti. Un marxista nell’Italia degli anni Venti non stava poi tanto peggio di un sindacalista rivoluzionario immigrato negli Stati Uniti degli anni Trenta. 

A Chicago un convegno che “parlerà” calabrese

Nel mese di novembre, l’università Loyola di Chicago ospiterà un convegno internazionale destinato agli studiosi del diritto pubblico, avendo come focus tematico la crisi della sovranità. Una sfida interessantissima, in tempi in cui la politica populista reclama nelle relazioni estere la propria sovranità per nascondere egoismi e ignoranze e, nel diritto interno, si allena a reprimere la marginalità sociale, il dissenso e le condotte delittuose solo sulla base degli umori preferiti dal marketing elettorale. 

Sul piano metodologico, abbiamo provato a offrire una nuova prospettiva; la crisi della sovranità e i suoi riflessi sulla sanzione penale saranno affrontati secondo una duplice prospettiva. Prima lavoreremo sulla genesi della potestà punitiva e sul processo di distinzione tra il peccato e il reato. Successivamente, l’espansione dell’area del penalmente rilevante verrà affrontata in riferimento ai reati culturalmente orientati, quei reati cioè che hanno tra i propri motivi soggettivi un’appartenenza culturale-religiosa o, specularmente, l’avversione a quella stessa appartenenza.

Processo penale efficace, protettivo e di garanzia

A gran conclusione, col contributo dell’avvocato Francesco Iacopino, componente dell’Osservatorio delle Camere Penali su misure patrimoniali e di prevenzione, verrà presentato all’uditorio anglofono il manifesto del diritto penale “liberale”, elaborato in Italia dalle Camere medesime, col contributo di penalisti e processual-penalisti di gran rilievo. Il processo penale, per essere davvero efficace, protettivo e di garanzia, in primo luogo per le vittime, non ha bisogno di più pene o di più colpevoli, ma di un esercizio più democratico, prudenziale ed ermeneuticamente vigile. In una terra, come quella americana, che ha pur tardivamente riconosciuto le proprie colpe per l’esecuzione nel 1927 dei libertari italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, questi argomenti sono attualissimi. Impattano la composizione demografico-razziale della società americana, il perdurare di prassi discriminatorie nella sua organizzazione della prevenzione e nella sua divisione del lavoro, la propaganda politica contro i fenomeni migratori e contro l’esercizio dei diritti civili. 

Calabria-Illinois, linea verso il futuro

Sarà forse un tiepido e piccolo privilegio personale, ma vuole e deve essere soprattutto grammatica di una ricognizione collettiva che in quell’assise così importante due studiosi calabresi provino a tracciare una linea verso il futuro, cercando al tempo stesso di radicarsi nella parte più durevole della loro tradizione giuridico-culturale. Quella, per capirci, che all’estero è studiata, valorizzata, annotata e tradotta, forse persino più di quanto già non si faccia dalle nostre parti. 

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Domenico Bilotti

Domenico Bilotti, docente di "Diritto delle Religioni" e "Storia delle religioni" presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro. Ha svolto attività di ricerca e di studio in atenei americani ed europei. Ha pubblicato volumi e saggi in materia di laicità dello Stato, tutela dei diritti umani, garantismo penale e diritto di famiglia.

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