Giudiziaria

Coltivazione di cannabis, imputato assolto in abbreviato

Sentenza del tribunale di Cosenza su una coltivazione di cannabis addebita a un uomo che in realtà ne faceva solo uso personale.

Coltivazione di cannabis al centro del processo conclusosi oggi dinanzi al giudice del tribunale di Cosenza Francesca Familiari. L’imputato M. L., difeso dagli avvocati Erica Pranno e Pietro Perugini, doveva rispondere del reato previsto e punito dall’articolo 73, comma cinque, del d.p.r. 309 del 1990, «perché, senza l’autorizzazione di cui all’articolo 17 del citato d.p.r., coltivava due piante di cannabis indica dell’altezza di 64 cm e 52 cm, con principio attivo complessivo pari a mg 144,1». Il processo si è svolto nelle forme del giudizio abbreviato e l’imputato ha reso spontanee dichiarazioni, durante le quali ha affermato che la sostanza stupefacente fosse destinata all’esclusivo uso personale.

Coltivazione di cannabis, cosa ha chiesto la procura di Cosenza?

La procura di Cosenza ha chiesto la condanna dell’imputato a 4 mesi di reclusione e mille euro di multa, sostenendo che fosse evidente che la coltivazione delle piantine fosse destinata al successivo spaccio della sostanza. Durante la discussione, l’avvocato Erica Pranno ha chiesto l’assoluzione dell’imputato perché il fatto non sussiste, evidenziando anzitutto che, dalle analisi effettuate, è emerso che quelle piantine avrebbero potuto produrre meno di 6 dosi.

La linea difensiva

Specificato inoltre che il livello di THC rilevato, a seguito delle analisi condotte dalla sezione investigazioni scientifiche legione carabinieri di Vibo Valentia, era molto inferiore ai limiti previsti dal decreto del Ministero della Salute dell’aprile 2006 e che, quindi, fosse evidente che la coltivazione delle suddette piantine non costituisse reato, in quanto destinate ad un mero uso personale. L’imputato, infine, non aveva bilancini, soldi contanti o strumenti per imbustare la droga, che lasciassero presumere la destinazione della sostanza stupefacente al successivo spaccio. Il giudice ha accolto le richieste della difesa e ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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