Altri SportCalcio a 5

Casali del Manco, la squadra di futsal orgoglio del paese

E’ stata ribattezzata la “matricola terribile”, per la capacità di sorprendere tutti nonostante la giovanissima età. La Casolese, adesso sotto il nome di Casali del Manco futsal per via della parvenza del nuovo comune presilano, in questi quasi 5 anni di esistenza ha impressionato nel mondo del calcio a 5 regionale. Guai a chiamarlo con sufficienza “calcetto”. Il calcio a 5 è un sport serissimo ed emozionante. Una prova è la compagine gialloverde. Una realtà sorta nel 2015 in un luogo che aveva una tradizione di squadre, squadrette di paese (come Trenta, Pedace, Serra, Spezzano Piccolo), ora la maggior parte scomparse (altro segno evidente del ricambio economico in atto). Proprio Casole Bruzio non vantava un passato analogo, ma il “gruppo di amici che giocava soltanto per il gusto di farlo” ha saputo innovare introducendo il futsal. Loro sono Donato Iazzolino, Cristian Papara, Michele Rizzuti, Fabio Martire, Marco Bisciglia, Francesco Scarcello e Emanuele Reda.

Parla il primo presidente del Casali del Manco

A parlare è Steven Crocco, primo presidente della Casolese ora dirigente nel Casali del Manco. «Nel luglio 2015 – racconta – avevamo appena terminato, con successo, un piccolo torneo amatoriale Uisp. Eravamo un bel gruppetto di amici, che si riuniva al bar dopo le partite a prendere una birra e parlare della gara appena terminata». Da quell’esperienza la volontà di costruire qualcosa di “preciso e definito”. Poco dopo nascerà, appunto, l’Asd Casolese formata da calciatori autoctoni, guidati dal mister Alessandro Leonetti. Partenza dalla Serie D, l’asilo del calcio a 5. «Dopo 10 giornate – va indietro con la memoria Crocco – eravamo già in testa al girone. A fine campionato arrivammo quarti, ma – precisa – il momento più bello è stato arrivare fino alla finale della Coppa Calabria di Catanzaro, dove perdemmo solo ai calci di rigore contro una squadra del reggino, sbagliando, prima dei supplementari, un penalty che poteva essere decisivo in nostro favore».

L’evoluzione della squadra

L’anno seguente la società gialloverde rinforzò la squadra, ma a vincere fu la Boscolandia (di Bosco di Rovito). «Tuttavia, sfruttammo la possibilità di essere ammessi alla C2, causa assenza di alcuni sodalizi». In questo modo, i presilani volgevano all’assalto di una nuova avventura. «Decidemmo – continua Crocco – di aumentare la forza del gruppo. Affidammo a Fabio Cipolla, (fratello minore di Francesco, allenatore della Feldi Eboli in Serie A), la panchina con il chiaro intento di divertirci. E lo facemmo. 21 giornate da capolista, alla fine conquistammo la C1 (nell’aprile 2018), massimo torneo regionale, come seconda dato che distanziammo il San Marco di oltre 10 punti». In un anno solare, la squadra passava dalla D alla C1. «Questo è stato il vero record del Casali del Manco». Da cui venne dedotto il nomignolo di cui sopra.  Le emozioni non sono qui finite. La piccola realtà, che si mantiene con qualche sponsor, quote dei soci, rappresentò la provincia cosentina alla final four regionale della Coppa Italia. «Siamo riusciti ad eliminare il Città di Cosenza in una storica partita al PalaFerraro». Alla fine, vinse il Kroton

La stagione attuale

In questa stagione, i gialloverdi inseguono, al terzo posto con soli 4 punti di distacco, la capolista Catanzaro. Da tre anni, esiste anche la formazione juniores allenata da Carlo Filice. Nell’estate scorsa accade, però, il primo vero momento critico. «Abbiamo dovuto rifondare la squadra – conclude Crocco – molti dirigenti sono andati via, il comune ci ha aiutato pagando la quota d’iscrizione al campionato e siamo riusciti a superare l’impasse. Rischiammo l’esclusione e la ripartenza forzata dalla D. Noi siamo umili, riusciamo a dare qualche rimborso spesa, ma il nostro valore più grande è quello del divertirsi giocando».

Mostra altro

Giulio Cava

Nato a Cosenza il 24 giugno ai titoli di coda del Novecento. Scrivo dal novembre 2013 di sport e attualità. Ho iniziato a Parola di Vita. Collaboro a Cosenza Channel dal luglio 2017, dopo averlo letto da quando ero piccolo. La prima volta allo stadio in tribuna stampa, da cui mi sono separato pochissime volte. Ho frequentato lo scientifico, studio scienze politiche all'Università della Calabria. Amo il calcio, quello umile. Aspiro a diventare giornalista...forse si...forse no...

Articoli correlati

Back to top button
error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it
Close

Adblock Rilevato

Supporta Cosenzachannel.it, disabilita il tuo Adblock per la nostra pagina