Cosenza Calcio

Kone: «Cosenza, che peccato. Ero partito bene, ora voglio tornare presto»

Kone non demorde dopo il ko rimediato qualche settimana fa. «Cosenza è una piazza che mi fa sentire a casa, sogno di giocare in A col Torino».

Ben Lhassine Kone ha sulle spalle una storia. Quella raccontata da Toronews.net, uno dei principali portali telematici che si occupa delle notizie riguardanti il Torino. Kone lascia il suo paese, la Costa d’Avorio, da giovanissimo. In Europa era, precedentemente, immigrata la madre. Ben la raggiunse a Roma, coltivando il sogno di diventare calciatore. In estate il Cosenza con Stefano Trinchera è riuscito a portarlo in Calabria e negli allenamenti il portamento fisico-atletico era stato notato da più di un osservatore. Non ha avuto il modo e il tempo di esprimersi, soprattutto in questo momento che è costretto a stare lontano dai campi da calcio nei prossimi 4-5 mesi, a seguito di un delicato intervento al ginocchio sinistro. Un fatto che stronca la stagione dell’ivoriano, sulla strada del progressivo miglioramento dopo il messaggio del suo allenatore. Piero Braglia si espresse nelle prime conferenze della nuova stagione. «Kone è un buon elemento, ma disordinato sotto l’aspetto tattico». I soli muscoli, infatti, rendono poco. Serve la testa.

Lo stato del ginocchio

None si dice dispiaciuto: «Un peccato perché stavo facendo bene, ero partito nel migliore dei modi. Non me lo aspettavo e non ci voleva, però sto cercando di affrontarlo nel modo giusto per tornare il prima possibile e al meglio che posso». Il recupero, aggiunge, «sta andando come deve. Ora sono a Roma, sono a casa e sto facendo gli esercizi che mi ha prescritto il dottore. Il 22 novembre ho l’appuntamento a Villa Margherita per una visita al ginocchio. Se dovesse andare tutto bene, inizierà la riabilitazione. Prima di operarmi il dottore mi ha detto che avrei avuto 5 o 6 mesi di stop, ma tutto dipende da come riesco a recuperare». 

Una speranza chiamata Torino e l’avventura a Cosenza

L’arrivo nella seconda serie del professionismo italiano non era il piano principale dell’attaccante. Dopo i campionati Primavera, Kone onestamente sperava di effettuare il passaggio in prima squadra. «Ho sperato nel Toro. Ci ho sperato tanto perché in Primavera ho disputato due stagioni fantastiche, quasi perfette. Sia il direttore Bava che il mister Coppitelli erano contentissimi di me e mi aspettavo di compiere quel passo per salire in prima squadra. Ho avuto diverse convocazioni, ma purtroppo non ho mai avuto l’occasione di mostrare il mio valore in Serie A. Comunque non mi è dispiaciuto giocare in Serie B, è un campionato valido e sono in una piazza calda che mi ricorda molto Torino. Per cui per me è come essere a casa». E, infatti non ha alcun rammarico. «Ho avuto – dice in riferimento alla piazza silana – un buon impatto, mi è sembrato un campionato di livello. Io non avevo paura di giocarmela perché sono consapevole dei miei mezzi e quando hai la fiducia dell’allenatore, della società e dei compagni nulla ti può fermare». 

Un padre più che un allenatore

Un uomo di rilievo nell’ancora verde carriera di Kone è, senza dubbio, Federico Coppitelli che Cosenza Channel intervistò lo scorso mese di agosto nel presentare il nuovo e giovane calciatore. «Lo sento sempre. Mister Federico per me è sempre stato un padre: quando ho sbagliato mi ha sempre corretto e ripreso (ride, ndr)… Ma lo ha sempre fatto per il mio bene per cui posso solo dire che il nostro rapporto è sempre stato come quello tra un padre e un figlio». Coppitelli ha iniziato la stagione in Serie C, all’Imolese. Tuttavia, è durato il tempo di 6 partite. Sul finire di settembre, l’esonero: «Secondo me non gli è stato dato il giusto tempo per lavorare. Perché è arrivato in una società nuova e ha provato a ricostruire la squadra come aveva fatto a Torino. Le cose non sono andate come voleva e lo hanno subito mandato via dopo poche partite, ma secondo me non è stato giusto perché non gli è stato dato modo di dimostrare il suo valore e replicare quello che aveva fatto a Torino», è l’idea di Kone. 

Il sogno di Kone

Kone nonostante lo stop causa infortunio, non demorde nell’idea di vedersi, un giorno, correre sui campi della Serie A con addosso la casacca che un tempo fu di Valentino Mazzola: «Non so dirlo, perché dipende da diversi fattori. Chiaramente se dipendesse solo da me io sarei ancora al Torino a giocarmi le mie carte. Ma ora l’importante è tornare al meglio dall’infortunio e riprendere a giocare. Poi saranno il mister e la dirigenza a decidere se in futuro lo meriterò. Io non posso fare altro che riprendermi, tornare ad allenarmi al 100% e dare il massimo come ho sempre fatto».

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Giulio Cava

Nato a Cosenza il 24 giugno ai titoli di coda del Novecento. Scrivo dal novembre 2013 di sport e attualità. Ho iniziato a Parola di Vita. Collaboro a Cosenza Channel dal luglio 2017, dopo averlo letto da quando ero piccolo. La prima volta allo stadio in tribuna stampa, da cui mi sono separato pochissime volte. Ho frequentato lo scientifico, studio scienze politiche all'Università della Calabria. Amo il calcio, quello umile. Aspiro a diventare giornalista...forse si...forse no...

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