SassaIOLE (la parola è un'arma)

L’amore “deputato” a spettacolo. In Parlamento come a “Uomini e Donne”

Proposta di nozze nell'aula della Camera dei Deputati fatta da Flavio Di Muro (Lega) alla sua amata Elisa. Come "Uomini e Donne"....

Nel giorno in cui ho scoperto che esiste il concorso di “Miss Hitler”, lanciato da un social network russo e vinto quest’anno da un’italiana simile a una varchiria con la coda di cavallo biondo platino, sotto cui la ventiseienne estremista si è tatuata una svastica su due ali a larghezza spalla, ecco, proprio in questo stesso giorno in cui credevo che nient’altro avrebbe potuto farmi assumere l’espressione schifata di chi ha mangiato limone sulla panna montata, è comparso sulla scena il deputato Flavio Di Muro. Che sia della Lega e che abbia una fidanzata che si chiama Elisa, come l’ex del suo leader Matteo Salvini, sono elementi irrilevanti.

Ciò che importa – anche se alla fine cosa volete che ce ne importi – è che Di Muro – senza alcuna empatia umana o politica con l’attuale momento del nostro Paese, dell’Albania, del mondo, e quindi con il senso del suo ruolo – nella solenne aula di Montecitorio, dove stava per iniziare l’esame del decreto legge per la ricostruzione post terremoto e non certo la lettura di “Romeo e Giulietta”, si è confuso con una puntata in esterna di “Uomini e donne”. I tempi cambiano, è vero. 

Le azioni equivalgono a post da sbandierare in bacheca, e i luoghi istituzionali, anche quelli più alti e altisonanti quale sarebbe giustappunto un’aula parlamentare, vengono sdoganati a surreale set per una dichiarazione sentimentale. Zero pudore, zero intimità, e pazienza. Questo si potrebbe persino perdonare, se non fosse che siamo cresciute alla scuola di Edward e Vivian e di passioni plateali noi ce ne intendiamo.

Quello che non possiamo perdonare a Di Muro è non averci fatto venire la pelle d’oca o una colata di mascara, vergogna. Siamo sempre state e sempre saremo per l’Amore, mi sento di tranquillizzare la deputata piddina Stefania Pezzopane che ha applaudito al gesto sottolineando che “l’amore unisce”. Ma ha ragione Fico: “Non era il caso”, perché il rapporto privato e la carica pubblica si sono trasformati in una mega farsa a visione collettiva. Di Muro l’ha fatto. E ok: l’innamorato questi problemi non se li fa. 

Va veloce dritto alla metà, bramoso di far colpo sulla persona amata a costo di perdere la sua, di persona (leggi faccia), in mondovisione. Intanto io personalmente ho provato più emozione durante un discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, o quando Fedez si è inginocchiato sul palco del concerto a dare l’anello alla Ferragni, o addirittura quando Di Maio si è messo con Zingaretti facendo nascere il nuovo governo, che sempre un matrimonio è. Quelli sì che erano brividi a confronto. 

Su questa proposta di nozze tanto inopportuna quanto impacciata, invece, rivolta ad Elisa presente sugli spalti ad ascoltarla dal vivo, al massimo abbiamo abbassato le labbra all’ingiù mormorando “Che disagio, Di Muro. Piacere di sapere che esisti”. Per non parlare di quella scatolina col solitario tirata fuori e aperta all’indirizzo della fidanzata mentre diceva “Elisa mi vuoi sposare?”, però in realtà voleva significare “guarda bene il diamante, rispondi come si deve, non facciamo figuracce”.

Quando la figuraccia la stava facendo lui. Elisa comunque ha acconsentito. La accendiamo? Accendiamola. A me si sarebbero accese le guance dall’imbarazzo. Ci siamo domandati tra noi e noi e tutta l’Italia se non fosse stata più romantica la richiesta fatta di sfuggita davanti alla toilette del palazzo, o scappando all’improvviso dai microfoni dei giornalisti per correre d’istinto a dare un bacio alla sua bella.

Di trovate più sentite, non dico geniali, meno goffe e soprattutto che fossero riguardose degli italiani che per la Lega vengono prima di qualsiasi cosa e in teoria pure delle faccende personali dei leghisti, insomma ce n’erano. Non so comunque se mi ha turbato di più l’anomala proposta di nozze o il fatto che il deputato Flavio di Muro, l’ho scoperto poi, non è vero che è giovane dentro perché giovane è giovane per davvero, visto che ha 33 anni anche se non li dimostra.

A parte gli scherzi, tenerezza mi ha fatto tenerezza. Specie quando aprendo la scatola con l’anello gli si è illuminata la barba pel di carota e il collega indifferente seduto alle sue spalle con il cuore di pietra continuava a chattare al cellulare. Fatto sta che ho sentito il bisogno di andarmi a ripassare come scoccò all’epoca la scintilla tra Palmiro Togliatti e Nilde Iotti. Si narra che accadde in un ascensore. Nel silenzio dell’amore che rimane comunque una cosa meravigliosa nonostante Di Muro che spinge a esclamare: “E vabbé, Maria, io esco!”.

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Iole Perito

Sono una giornalista di strada, oggi nella trincea politico-istituzionale. Ho sogni impossibili: condurre il Tg1, diventare inviata di guerra, imparare a cucinare. Fino al 2008 per dieci anni nella redazione di un quotidiano di carta stampata (La Provincia Cosentina) quando esisteva solo la carta stampata. Quindi radio, tv, un numero incalcolabile di interviste, conferenze, presentazioni di libri. Coraggiosa al punto da introdurre concertoni di Capodanno davanti a 50mila persone (che tradotto significa  ora chiamatemi per il concertone del primo maggio a Roma e volendo  restare umile anche per fare Sanremo). Il valore della libertà è la mia fede religiosa insieme al culto d’ogni giorno del rispetto verso gli altri. Disprezzo i mafiosi e quelli che hanno atteggiamenti mafiosi, non sopporto gli uomini che fischiettano. Il senso di giustizia me lo sento sulla pelle, tipo il caldo e il freddo. M’incanto a guardare i cieli mentre con le vetrine di scarpe ho smesso (ma non  lo posso giurare). Ho fame di vita, nella mia taglia 38. In estrema sintesi: una ragazza per sempre.
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