Cosenza Calcio

Cosenza, che brutta sconfitta. Il Pordenone passa al “Marulla”

Il Cosenza perde in casa e Guarascio viene fischiato come non mai. Sconfitta pesante contro il Pordenone, trascinato dalla punta Strizzolo

Tornano le ombre sul Marulla e Guarascio viene contestato nuovamente. Il Cosenza cade di nuovo in casa contro il Pordenone, vincitore con una doppietta dell’attaccante Strizzolo salito a 6 centri stagionali. Il Cosenza, che aveva solo riaperto la partita alla mezz’ora del secondo tempo con il gol di Lazaar, è continuo nella sua discontinuità di rendimento. Un gruppo mentalmente debole, che non manca di avere problemi sul lato fisico e accorto di idee e di organizzazione. Un’altra squadra rispetto alla passata stagione, quando Tutino, Palmiero e compagni mettevano in campo, al di là del risultato, una precisa identità di gioco. Cosenza perdente, Cosenza fischiato, da tutti i tifosi accorsi allo stadio. Il bersaglio prediletto è il presidente Eugenio Guarascio, fischiando e attaccato per tutta la partita. Contestazioni pesanti figlie di un idillio ormai irraggiungibile nonostante la fenomenale promozione dello scorso campionato. Gennaio non è lontano, dalla società si aspetta una reazione in chiave mercato visto la prestazione ampiamente sotto le aspettative di tanti presunti veterani della categoria. 

Le scelte di Braglia e Tesser

Braglia fa un passo indietro. 4-3-3, con scelte forzate. Indisponibili Kanouté e Pierini, l’allenatore di Grosseto opta necessariamente con Greco e Carretta, elementi che non viaggiano ad alto numero di giri. Il primo da quando è iniziata la stagione, il secondo causa problemi muscolari. In difesa Capela e Idda vengono ancora scelti al posto di Monaco, che parte dalla panchina. Tesser (squalificato e sostituito in panchina dal vice Strukelj) porta la sorpresa Pordenone con il 4-3-1-2. A guidare l’attacco Strizzolo e Candellone, appoggiati sulla trequarti da Zammarini. Burrai regola le forme tecniche del gioco insieme a Pobega e al tonico Gavazzi.

Un primo tempo da dimenticare

La continuità è la dannazione del Cosenza in questo girone di andata. Il primo tempo si snocciola sulle stesse rime degli avvii delle gare precedenti. Nel caso specifico di questa domenica, il doppio vantaggio dei ramarri si spiega più o meno in 5 punti. La squadra avversaria ha trovato il vantaggio con Strizzolo, al 31’ incornando un assist di Burrai. L’attaccante ha replicato al 40’ sbucando alle spalle della difesa cosentina e infilando in rete un traversone basso di Candellone. Il primo tempo (punto 1) si è connaturato per la propensione fisica della formazione allenata da Attilio Tesser. I Lupi, in sofferenza sul piano delle idee con il regista Greco mai veramente al centro delle dinamiche di gioco dei silani (punto 2), hanno accusato la migliore preparazione dei neroverdi, oltre alle solite questioni di questa stagione: calo forte dell’attenzione, difficoltà a leggere correttamente le azioni dell’avversario e le lacune di organico tali da avere calciatore fisicamente e mentalmente in forma nei ruoli decisivi, come appunto il regista e qualche tempo fa, prima dell’arrivo di Rivière, l’attaccante. Inoltre, l’incertezza è stata amplificata da un serie di decisioni (punto 3) del tutto indulgenti e lassiste che hanno fatto arrabbiare e non poco l’allenatore dei Lupi.  Fatti alcuni dei quali più che al limite. L’attacco rossoblù (punto 4) risentiva della non impeccabile forma di Mirko Carretta, in altre circostanze motore del reparto offensivo. In ultimo (punto 5) l’eccessiva permeabilità del centrocampo e i conseguenti errori della difesa. Nel computo delle azioni, Carretta, 9’, incorna di testa un cross di D’Orazio, ma il pallone termina alto. E la volta del Pordenone, Pobega al 13’ sfiora la traversa, 6 minuti dopo Zammarini ci va vicino a ferire Perina. Prima dei due gol di Strizzolo, Sciaudone al 23’ per poco centra lo specchio. Nel finale, Bàez crea qualche pericolo con due tiri dalla distanza, ma nulla di concreto hanno prodotto. 

La scossa Lazaar non basta

La stasi rossoblù dura pure nella ripresa per ben 30 minuti. Aperta in modo catastrofico da Rivière, che centra la traversa tirando nell’area piccola dopo che il portiere aveva respinto corto un tiro di Machach. Il Pordenone non ne ha abbastanza. Al 13’ a creare pericoli è Burrai, al 16’ Candellone impegna Perina. Braglia suona la scarica aumentando il peso offensivo della squadra. Machach prende il posto di Carretta, non nel pieno delle sue possibilità, Litteri rileva Greco e Lazaar torna a calcare il campo dalla gara interna contro il Pescara facendo rientrare D’Orazio. L’esterno marocchino porta grinta scatenando il sussulto dei silani. Lazaar scatena il pubblico amico con un “golazo” realizzato al 29’. Botta dalla trequarti, pallone che lambisce il palo e finisce alle spalle di Di Gregorio. Il Cosenza sembra crederci, a maggior ragione quando gli ospiti restano in 10 causa doppia ammonizione di Michele Camporese ed espulso per perdita di tempo. Ma al Marulla si torna a perdere, sotto i fischi dei tifosi. Si prospetta un Natale caldo per i dirigenti cosentini.

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Giulio Cava

Nato a Cosenza il 24 giugno ai titoli di coda del Novecento. Scrivo dal novembre 2013 di sport e attualità. Ho iniziato a Parola di Vita. Collaboro a Cosenza Channel dal luglio 2017, dopo averlo letto da quando ero piccolo. La prima volta allo stadio in tribuna stampa, da cui mi sono separato pochissime volte. Ho frequentato lo scientifico, studio scienze politiche all'Università della Calabria. Amo il calcio, quello umile. Aspiro a diventare giornalista...forse si...forse no...

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