Cosenza Calcio

Braglia a Pisa? Tra Oronzo Canà e una lite con un poliziotto vinse i playoff

Braglia grande ex di Pisa-Cosenza. Con i nerazzurri diede il meglio di sè nelle conferenze citando Aristoteles e punzecchiando Cuccureddu.

Piero Braglia è stato due volte allenatore del Pisa, in cicli del tutto differenti. La prima volta nel 2006-2007 centrò la promozione in Serie B tramite playoff, la seconda nel 2014-2015 fu esonerato a marzo. In totale sono 77 le sue panchine, con lo score di 36 vittorie, 24 pareggi e 17 sconfitte.

Il duello eristico con Cuccureddu

Braglia, specialmente nell’anno della cavalcata trionfale che portò 10mila pisani a seguire i nerazzurri a Venezia, regalò rare perle anche davanti ai microfoni. Riferendosi a Cuccureddu che guidava il Grosseto, la squadra della sua città, usò l’ironia. «Io sono nato con la canottiera bucata non con la camicia come lui» disse pungendolo da lontano. Nel frattempo il suo portiere scriveva record europei. Christian Puggioni difendeva i pali dei Pisa e rimase imbattuto per 594’ subendo solo 5 gol nel girone d’andata. Fu venduto alla Reggina senza pensarci due volte. Stabilì, per l’epoca, un record stagionale a livello europeo.

Braglia e “L’allenatore nel pallone” a Pisa

«Il mio idolo è Oronzo Canà, giocherei sempre con il 5-5-5». Parole di Piero Braglia davanti a un plotone di giornalisti pronti ad attaccarlo. Scelse l’ironia dopo una sconfitta del Pisa a Padova della quale fu ritenuto responsabile. Per spiegare le scelte tattiche citò perfino il centravanti brasiliano della Longobarda. «Aristoteles ce l’abbiamo anche noi ed è Biancone, solo che a Padova non ha fatto gol perché c’ha la saudade». Nessuno tra i cronisti presenti – raccontano – si sentì di chiedergli conto del perché giocò in modo troppo difensivo schierando tre mediani di rottura. Tutti gliela fecero passare liscia rispondendo con un sorriso al suo singolare modo di assumersi le responsabilità.

Il diverbio con un poliziotto

Piero Braglia ne combinò di tutti i colori in quella stagione. A Venezia, semifinale di andata dei playoff, litigò perfino con un gendarme. Sì, con un poliziotto. Nessuno si accorse di niente, tranne il commissario di campo che lo sanzionò. Il Giudice Sportivo ne tenne conto e il tecnico fu squalificato per due giornate. Per aver tenuto «un comportamento offensivo verso le forze dell’ordine, nonché un atteggiamento provocatorio» si beccò due giornate. Tornò giusto in tempo per la finale di ritorno e fare festa in Pisa-Monza.

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Antonio Clausi

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 2010 ha lavorato fin dal 2007 presso le redazioni de “La Provincia Cosentina”, di “Calabria Ora”, di “Cronache del Garantista” di cui coordinava i servizi per la Calabria, e del “Quotidiano del Sud”. Dal 2008, inoltre, collabora attivamente con CosenzaChannel.it. Spesso ospite di talk-show televisivi e radiofonici, ha come hobby i 33 giri e la musica.

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