mercoledì,Agosto 10 2022

‘Ndrangheta in Piemonte, raffica di arresti: c’è assessore regionale di Fdi

Scambio di voti tra politici e mafiosi alla base della nuova operazione coordinata dalla Dda di Torino nei confronti di otto persone, accusate di aver agevolato la ‘ndrangheta in Piemonte. In manette finisce anche l’assessore regionale Roberto Rosso, 59 anni, avvocato ed esponente di Fratelli d’Italia. Secondo la Finanza, che ha condotto le indagini, il

‘Ndrangheta in Piemonte, raffica di arresti: c’è assessore regionale di Fdi

Scambio di voti tra politici e mafiosi alla base della nuova operazione coordinata dalla Dda di Torino nei confronti di otto persone, accusate di aver agevolato la ‘ndrangheta in Piemonte. In manette finisce anche l’assessore regionale Roberto Rosso, 59 anni, avvocato ed esponente di Fratelli d’Italia. Secondo la Finanza, che ha condotto le indagini, il politico dell’area di centrodestra avrebbe chiesto voti ai clan per farsi eleggere in Regione Piemonte. Elezioni che si sono svolte lo scorso maggio, con la vittoria di Alberto Cirio, candidato presidente di Forza Italia. Rosso in Regione Piemonte ha la delega per i rapporti con i consigli comunali, delegificazione e semplificazione dei percorsi amministrativi, affari legali e contenzioso, emigrazione e diritti civili.

Le dichiarazioni di Giorgia Meloni

«Roberto Rosso ha aderito a Fratelli d’Italia da poco più di un anno. Apprendiamo che stamattina è stato arrestato con l’accusa più infamante di tutte: voto di scambio politico-mafioso. Mi viene il voltastomaco. Mi auguro dal profondo del cuore che dimostri la sua innocenza, ma annuncio fin da ora che Fratelli d’Italia si costituirà parte civile nell’eventuale processo a suo carico. Ovviamente, fin quando questa vicenda non sarà chiarita, Rosso è da considerarsi ufficialmente fuori da FdI» dichiara Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

«Quindicimila euro in cambio di un “pacchetto” di voti”»

«Roberto Rosso è sceso a patti con i mafiosi. E l’accordo ha avuto successo» afferma Francesco Saluzzo, procuratore generale del Piemonte, a proposito dell’operazione Fenice della guardia di finanza sulla ‘ndrangheta nel Torinese. La Dda di Torino ha ripreso diversi incontri tra Rosso e alcuni presunti boss, tra cui Onofrio Garcea, esponente del clan Bonavota in Liguria, anche in piazza San Carlo a Torino.

Secondo la Guardia di Finanza, è emersa «la piena consapevolezza del politico e dei suoi intermediari circa la intraneità mafiosa dei loro interlocutori. Quindicimila euro in cambio della promesso di un “pacchetto” di voti».

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