La Riva della Moka

Bernardino Alimena, era di Cosenza il ponte sospeso tra vecchio e nuovo

Il profilo di Bernardino Alimena, giurista cosentino, scomparso mentre l'Italia si accingeva a partecipare alla "Grande Guerra".

Non c’è dubbio che i giuristi cosentini siano stati tante volte parte del loro tempo e della loro storia: a volte ingaggiati e alle altre contropotere; a volte al governo e alle altre all’opposizione; ora arabi, ora latini; ora svevi, ora greci. Comparatisti e processualisti, avvocati e filosofi, “sbirri” e libertari. In questa variegata (a dir poco!) congerie, non è di facile collocazione il “nostro” Bernardino Alimena. Nato a Cosenza nel 1861 e qui morto nel 1915, passò in realtà gran parte della propria vita in diversi atenei e città italiane. I periodi di benefico rientro a casa pare li chiamasse “soggiorni”: come se fossero le vacanze del ritorno in famiglia, il momento atteso tra un impegno e l’altro.

Chi era Bernardino Alimena

Bernardino Alimena si laurea nel 1885 e muore trent’anni dopo: si forma sui codici dell’unificazione e sul pensiero liberale centrista moderato; non prende alcuna sbandata per il voltoferoce” del positivismo (quello che moltiplica senza ritegno pene, leggi speciali e misure di prevenzione: stiamo tornando!); non ha le simpatie vagamente nazionalistico-sociali che spianeranno la strada al primo fascismo. In politica del diritto, si concede qualche riflessione sul diritto minorile: il minore dal carcere non riceve alcun sussidio educativo, punire nel mucchio non salverà mai i tanti esagitati che la miseria di quartiere spinge al vino, alle carte, agli agguati col rasoio.

Dal “dossieraggio” all’imputabilità

Lavora perdipiù al codice del Montenegro, ma fa soprattutto “dossieraggio“: si prende la briga di far studi, ipotesi, ricostruzioni, osservazioni; poi alla prova del diritto positivo, poco del suo impegno elaborativo verrà davvero recuperato fedelmente. Formidabili i suoi studi sull’imputabilità: è lì che, nel diritto penale, si uniscono il soggetto e l’oggetto; si valuta l’intenzione di chi ha agito e si registra l’effetto concreto della sua condotta. In anni giovanili aveva scritto (molto) sulla premeditazione che, come dimostrano anche prove recenti negli esami forense, è elemento distintivo dell’azione criminosa pianificata. 

Morì prima della “Grande Guerra”

Fu anche sindaco – per poco – e deputato, uscendo vittoroso alle prime prove della nuova legislazione elettorale. Non seppe dar grande seguito amministrativo al suo percorso. Scomparve prematuramente in un’Italia che si accingeva alla guerra per eccellenza (la “Grande Guerra” del 15/18) e che da quella guerra sarebbe uscita con la convinzione di un colpo di mano, di un uomo forte al comando. La storia gli ha risparmiato di dover scegliere, ma è facile credere che Bernardino Alimena non avrebbe flirtato col Codice Rocco e con la deriva autoritaristica poi drammaticamente avviata dal suo legislatore.

Tags
Mostra altro

Domenico Bilotti

Domenico Bilotti, docente di "Diritto delle Religioni" e "Storia delle religioni" presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro. Ha svolto attività di ricerca e di studio in atenei americani ed europei. Ha pubblicato volumi e saggi in materia di laicità dello Stato, tutela dei diritti umani, garantismo penale e diritto di famiglia.

Articoli correlati

Back to top button
error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it
Close

Adblock Rilevato

Supporta Cosenzachannel.it, disabilita il tuo Adblock per la nostra pagina