mercoledì,Agosto 10 2022

Luigi Incarnato, quel “pacchetto di voti” mai chiesto a Giamborino

Pietro Giamborino aveva a cuore le elezioni Politiche del 2018. Parlava con tutti, da Luigi Incarnato a Nicola Adamo, e parlava di tutti, da Giuseppe Mangialavori a Brunello Censore. E questo lo ha portato ad essere inquadrato dalla Dda di Catanzaro come un “faccendiere” del clan di Piscopio che, secondo il Ros dei carabinieri, avrebbe

Luigi Incarnato, quel “pacchetto di voti” mai chiesto a Giamborino

Pietro Giamborino aveva a cuore le elezioni Politiche del 2018. Parlava con tutti, da Luigi Incarnato a Nicola Adamo, e parlava di tutti, da Giuseppe Mangialavori a Brunello Censore. E questo lo ha portato ad essere inquadrato dalla Dda di Catanzaro come un “faccendiere” del clan di Piscopio che, secondo il Ros dei carabinieri, avrebbe cercato di agevolare in diversi casi. Uno tra questi è sicuramente la vicenda giudiziaria in cui è coinvolto il segretario regionale del Partito socialista italiano, Luigi Incarnato, nonché commissario liquidatore di Sorical.

Ne abbiamo già parlato in un servizio precedente (LEGGI QUI), ma alla luce della revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari è interessante fare un ulteriore approfondimento per avvalorare la tesi, secondo la quale, Incarnato non solo non ha chiesto alcun appoggio elettorale per il 4 marzo 2018, ma che alla fine era diventato un soggetto “utilizzato” da Giamborino per farsi pagare dall’imprenditore di Lamezia Terme, Pino Cuomo. L’ex consigliere regionale, originario della provincia di Vibo Valentia, muoveva i fili dietro le quinte.

Le proposte di Giamborino ad Incarnato

Prima domanda: Pietro Giamborino e Pino Cuomo come avrebbero potuto sostenere elettoralmente Luigi Incarnato alle elezioni Politiche del 2018? Nelle intercettazioni telefoniche tra Giamborino e Incarnato non si fa accenno ad ambienti mafiosi, quali bacino di voti da conquistare, né il segretario del Psi è consapevole di parlare con un soggetto, Giamborino, in odor di mafia. Non emerge neanche la richiesta di quel “pacchetto di voti”, presupposto per supportare tale accusa, ma solo la disponibilità politica a far incontrare Cuomo con il sindaco di Paola, Roberto Perrotta. Incontro che ci sarà il 28 febbraio 2018 nel municipio della città di San Francesco.

Cuomo intende realizzare inizialmente un centro d’accoglienza per migranti da trasformare dopo qualche mese in un albergo. Struttura individuata dall’imprenditore di Lamezia Terme e illustrata al primo cittadino di Paola che, in linea con le promesse elettorali fatte nei mesi precedenti, voleva mantener fede agli impegni presi dal Comune di Paola che aveva aderito allo progetto Sprar. Perrotta è stato così chiaro che Cuomo, percependo la scarsa fattibilità dell’operazione, non era convinto di presentare l’istanza al comune tirrenico. Cosa che farà, però, poco più tardi ma abbondantemente oltre la data delle elezioni politiche 2018.

Giamborino “intermediario” di Cuomo e in pressing su Luigi Incarnato

L’unico riferimento elettorale, ovvero soggetti da coinvolgere per portare voti al candidato Luigi Incarnato, li fa Pietro Giamborino quando parla di una persona legata al “Bambin Gesù” che avrebbe potuto aiutare il segretario regionale del PSI a competere nella lista del Pd. Incarnato, candidato nel collegio uninominale Paola-Castrovillari, otterrà 17580 voti pari al 14,49% dei votanti. Al di là dei numeri, la figura di Giamborino è sicuramente atipica perché va in pressing su Incarnato per far parlare Cuomo col sindaco di Perrotta e poi allo stesso Cuomo chiede una somma di denaro per essersi interessato della sua crescita imprenditoriale, in quanto aveva già aperto sia a Rogliano sia a Lamezia Terme altri due centri per accoglienza migranti.

Il 31 gennaio 2018, dunque, Giamborino prima dice a Incarnato che lo aiuterà, senza che il commissario Sorical chieda qualcosa in cambio all’ex consigliere regionale, e poi “infila” nel discorso l’interessamento di Cuomo. A distanza di quasi un mese dalla telefonata intercettata dalla Dda di Catanzaro, si svolge l’incontro a Paola. Né prima né dopo si parla di richieste di voti, ma solo di come presentare Cuomo al sindaco di Paola. E poi, tecnicamente, un elettorale di Vibo Valentia e l’altro di Lamezia Terme come avrebbero potuto “favorire” l’elezione di un candidato presente in provincia di Cosenza? Parola al Riesame di Catanzaro che nelle prossime settimane depositerà le motivazioni sul caso di Luigi Incarnato.

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