mercoledì,Agosto 10 2022

Sui “casi Adamo e Incarnato” arrivano due decisioni del gip di Catanzaro

Il gip di Catanzaro Barbara Saccà, firmatario dell’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione “Rinascita-Scott” ha assunto due provvedimenti in merito alla posizione di due indagati, coinvolti rispettivamente nei casi giudiziari che riguardano Nicola Adamo, accusato di traffico d’influenze illecite e sottoposto ancora al divieto di dimora in Calabria, e Luigi Incarnato, accusato di voto di scambio

Sui “casi Adamo e Incarnato” arrivano due decisioni del gip di Catanzaro

Il gip di Catanzaro Barbara Saccà, firmatario dell’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione “Rinascita-Scott” ha assunto due provvedimenti in merito alla posizione di due indagati, coinvolti rispettivamente nei casi giudiziari che riguardano Nicola Adamo, accusato di traffico d’influenze illecite e sottoposto ancora al divieto di dimora in Calabria, e Luigi Incarnato, accusato di voto di scambio e attualmente indagato a piede libero. Così, il giudice cautelare ha revocato gli arresti domiciliari all’imprenditore Pino Cuomo, sottoponendolo all’obbligo di firma. L’imprenditore di Lamezia Terme, come vi abbiamo raccontato nel dettaglio in articoli precedenti, rientra nelle indagini della Dda di Catanzaro sulla realizzazione del centro migranti a Paola che avrebbe cercato di fare con l’aiuto del “faccendiere mafioso”, Pietro Giamborino (ex consigliere regionale) e Luigi Incarnato.

L’inchiesta su Nicola Adamo

Nel secondo caso, invece, il gip di Catanzaro Barbara Saccà ha annullato gli arresti domiciliari a Filippo Valia, nipote di Pietro Giamborino, accusato di traffico d’influenze illecite al pari di Nicola Adamo. La vicenda giudiziaria, come già trattato dalla nostra testata, si riferisce a una presunta “mazzetta” di 50mila euro che Giamborino avrebbe chiesto (per conto di Adamo) all’imprenditore Giuseppe Capizzi, interessato a “ribaltare” un orientamento del Tar della Calabria circa dei lavori da eseguire in provincia di Vibo Valentia.

Somma, quella dei 50mila euro, che le carte dell’inchiesta non chiariscono se sia stata elargita da Capizzi a un giudice, tantomeno se la richiesta sia stata fatta da Nicola Adamo a Giamborino. Né svelano, almeno fino a questo momento, se Nicola Adamo abbia realmente tentato di condizionare uno dei giudici amministrativi di Catanzaro, visto che non ci sono intercettazioni ambientali e telefoniche che farebbero pensare a un accordo illecito. Ci sono, invece, le conversazioni ambigue tra Giamborino e Adamo. Ma questa è un’altra storia.

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