venerdì,Dicembre 2 2022

Zingaretti lancia la volata a Callipo. «Miglior candidato per la Calabria»

Vogliono dare l’idea di crederci, di spingere Pippo Callipo verso quella che, dicono, sia una «rimonta rispetto ad una situazione iniziale che ci vedeva – scandisce il commissario della federazione del Pd di Cosenza Marco Miccoli – svantaggiati». Nel tour elettorale calabrese, il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti è venuto per tirare la volata

Zingaretti lancia la volata a Callipo. «Miglior candidato per la Calabria»

Vogliono dare l’idea di crederci, di spingere Pippo Callipo verso quella che, dicono, sia una «rimonta rispetto ad una situazione iniziale che ci vedeva – scandisce il commissario della federazione del Pd di Cosenza Marco Miccoli – svantaggiati». Nel tour elettorale calabrese, il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti è venuto per tirare la volata a quel candidato scelto dopo tanti rifiuti e in mezzo ad un partito completamente balcanizzato. Il governatore uscente chiedeva le primarie aspirando ad un secondo mandato, le segreterie di Cosenza e Crotone sono state commissariate, mentre ci sono stati molti abbandoni (confluiti in quantità nella coalizione che appoggia Jole Santelli) dovuti ai paletti sulle candidature poste del “Re del tonno”.

Zingaretti in Calabria per sostenere Pippo Callipo

Ieri i vertici del partito calabrese con il sostegno di quello nazionale hanno voluto dare l’idea di un’unità ritrovata. Infatti, Zingaretti ha detto «siamo qui per combattere una dura battaglia e siamo coraggiosi nel farlo. Questa battaglia sono contento che il Partito democratico la sta facendo tutto unito al fine di voltare pagina in Calabria». Sul governatore uscente Mario Oliverio nessun riferimento. La gara interna ci sarà. Come ha scritto questa mattina la Gazzetta del Sud, i prossimi equilibri interni nel partito dipenderanno da chi prenderà più voti tra la lista “ufficiale” del Pd, piena zeppa di quegli esponenti che hanno detto sì alla linea Oddati-Graziano-Zingaretti, e quella che corre sotto il nome “Democratici progressisti”, dove sono confluiti gran parte degli “oliveriani” ad iniziare dall’ex segretario provinciale Luigi Guglielmelli presente ieri al cinema Modernissimo nel quale si è tenuta la manifestazione.

Involontariamente lo ha detto pure Stefano Graziano: «Chi in Calabria non vuole l’invasore barbarico (Salvini, ndr) deve votare il Pd e Pippo Callipo». Aria diversa dunque nel Pd e posti di comando cambiati, visto che insieme a Callipo e Zingaretti c’erano Carlo Guccione (vicino ad Andrea Orlando), Franco Iacucci e Giuseppe Giudiceandrea. Tutti in prima fila.

La rivoluzione di Pippo Callipo

Il candidato presidente Pippo Callipo avvolto nello sciarpone rosso che lo sta accompagnando in giro per la regione, è salito sul parco, ripetendo i cardini della sua proposta. Elemento chiave la parola legalità: «La Calabria è in un punto di non ritorno. C’è molta insofferenza dovuta alla mancanza di libertà e alla sudditanza che in alcuni contesti si è venuta a creare». «Noi – riferendosi alla sua famiglia – abbiamo lavorando avendo come obiettivo la legalità. In Calabria va riscoperta la meritocrazia. Noi dobbiamo riportare la Calabria ad una vita normale, ha concluso commuovendosi.

Pippo Callipo non ha parlato solo di programmi. «Non possiamo avere una che è stata per 20 in Parlamento a giocare al telefonino» riferendosi a Jole Santelli «o uno che è votato da 50 anni» parlando di Pino Gentile. «In quella coalizione non si fa altro che parlare di chi ha i pacchetti di voti, che vuol dire ad avere degli schiavi». Argomento sul quale dedicherà due battute lo stesso Nicola Zingaretti: «Dobbiamo combattere per il futuro dei nostri figli e non per qualche politicante che, fatemelo dire, in Calabria cambia casacca e partito in un modo vergognoso, la politica è etica».

Zingaretti diviso tra Calabria e Emilia-Romagna

Nicola Zingaretti è impegnato in due battaglie elettorali. Quella calabrese e quella, per lui più sentita, che porta dritti in Emilia-Romagna, dove la Lega potrebbe addirittura vincere, spazzando via l’esecutivo giallorosso. Il segretario dem ha lanciato una nuova contrapposizione. Se Salvini ha fatto le sue fortune con il “cleavage” (noi) popolo-elitè (loro), il presidente della Regione Lazio ne ha proposto uno nuovo improntato ad una divisione tra un noi (pragmatici) che «siamo in grado di risolvere i problemi che loro riescono bene a denunciare ma non a porre un rimedio. In queste settimane dobbiamo agire secondo tre linee: guardare negli occhi le persone, convincerle e combattere l’odio. E infine, usare le parole che contano come il concetto della legalità. L’unico modo per fermare Salvini è votare compatti Pippo Callipo. I consensi dati agli altri candidati (Francesco Aiello e Carlo Tansi), tutti rispettabili, sono voti persi».

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