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Omicidio Ruffolo, in Corte d’Assise le prime deposizioni: ecco le novità

Prende il via l'istruttoria dibattimentale dell'omicidio Ruffolo, avvenuto nel 2011 a Città 2000, quartiere di Cosenza. Ecco cosa è successo.

E’ entrato nel vivo il processo per la morte di Giuseppe Ruffolo, assassinato nel 2011 a Città 2000, quartiere di Cosenza. In Corte d’Assise di Cosenza, dopo la costituzione delle parti processuali nell’udienza precedente, il presidente Paola Lucente (giudice a latere Francesca De Vuono) ha dato il via all’escussione dei testi della Dda di Catanzaro, rappresentata in udienza dal pubblico ministero Valerio Vito. Oggi, infatti, accusa e difesa hanno esaminato e controesaminato otto testimoni, tutti agenti della sezione omicidi della Questura di Cosenza, che hanno collaborato fin dall’inizio allo svolgimento delle indagini.

Chi è a processo per l’omicidio Ruffolo?

Al centro dell’attività istruttoria vi è la posizione di Massimiliano D’Elia, ritenuto l’esecutore materiale del delitto che, secondo gli inquirenti antimafia, sarebbe maturato in un contesto mafioso. Tuttavia, la posizione di Roberto Porcaro, che sarebbe il presunto mandante del delitto per conto del clan degli “italiani”, è sospesa in attesa di eventuali aggiornamenti investigativi. Stessa cosa dicasi per quella di Antonio Illuminato, accusato originariamente di aver favorito il presunto killer.

Cosa emerso dall’ascolto delle intercettazioni telefoniche?

Nella prima udienza valida per l’apertura del dibattimento, la Corte ha ascoltato le dichiarazioni dei verbalizzanti che hanno effettuato le intercettazioni telefoniche e di quelli che sono intervenuti immediatamente sul luogo dell’agguato, avvenuto il 22 settembre del 2011 a Cosenza. Le intercettazioni avrebbero dato esito positivo in relazione ai reati di usura compiuti da Francesco Ruffolo, padre della vittima, per il quale la procura di Cosenza aveva aperto un procedimento penale. Documento acquisito agli atti del processo.

Omicidio Ruffolo, filmati non acquisiti: ecco perché

L’altro argomento toccato oggi in Corte d’Assise è quello delle telecamere di videosorveglianza, poste nei pressi della zona in cui è maturato l’omicidio di Giuseppe Ruffolo. In questo caso, i testimoni hanno spiegato che ci sarebbe stato un ritardo in quanto la richiesta di acquisizione delle immagini sarebbe stata formulata l’ottavo giorno successivo al delitto, ma i filmati non erano più disponibili. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Fiorella Bozzarello e Paolo Pisani, mentre le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Filippo Cinnante e Giuseppe Malvasi. Processo, infine, rinviato al prossimo 12 febbraio.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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