lunedì,Luglio 4 2022

Per Pino Tursi Prato cade l’accusa del metodo mafioso

Pino Tursi Prato da questa mattina è agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Castrolibero. Lo ha stabilito il presidente del Riesame di Salerno, Elisabetta Boccassini (parente dell’ex magistrato della Dda di Milano, Ilda Boccassini), che ieri sera ha annullato l’ordinanza del gip di Salerno, Giovanna Pacifico per un capo d’accusa, oltre che per

Per Pino Tursi Prato cade l’accusa del metodo mafioso

Pino Tursi Prato da questa mattina è agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Castrolibero. Lo ha stabilito il presidente del Riesame di Salerno, Elisabetta Boccassini (parente dell’ex magistrato della Dda di Milano, Ilda Boccassini), che ieri sera ha annullato l’ordinanza del gip di Salerno, Giovanna Pacifico per un capo d’accusa, oltre che per l’aggravante del metodo mafioso riferita ai capi 2 e 3 della rubrica imputativa. Rimane in piedi, però, la contestazione di corruzione in atti giudiziari in concorso con Marco Petrini, giudice della Corte d’Appello di Catanzaro, ed Emilio Mario Santoro, medico in pensione ed ex dirigente dell’Asp di Cosenza, “novello” collaboratore della Dda di Salerno.

Il provvedimento del Riesame di Salerno

Il Tdl di Salerno, dunque, ha accolto parzialmente le richieste avanzate dagli avvocati Franz Caruso, Cataldo Intrieri e Michele Filippelli. La linea difensiva di Pino Tursi Prato si basava sull’inutilizzabilità delle intercettazioni spostate dall’inchiesta “Thomas”, quella contro il clan Grande Aracri di Cutro, a quella “Genesi”, coordinata dalla Distrettuale Antimafia di Salerno. Di recente, infatti, le Sezioni Unite penali della Suprema Corte di Cassazione, nella sentenza del 3 gennaio 2020, si sono espresse sul punto. Vedremo cosa dirà in merito il Riesame di Salerno.

Quello che è certo, invece, è l’annullamento per Tursi Prato dell’aggravante del 416 bis.1 in merito al presunto caso di corruzione riconducibile alla sentenza dei Saraco per favorire la cosca Gallelli di Guardavalle e quella relativa al fatto che alcuni indagati, tra cui Pino Tursi Prato e Giuseppe Caligiuri (scarcerato ieri dal Tdl di Salerno) avrebbero cercato di corrompere il giudice Loredana De Franco, attraverso il marito Filippo Catizone e la suocera Virginia Carusi. In questo caso, l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare è stata totale.

L’accusa di mafia cade davanti al Tdl

Come già illustrato in altri servizi, nel caso del terzo capo d’accusa il quadro indiziario sembra davvero carente nella parte più importante del tentativo di corruzione. Parliamo dell’offerta che i corruttori avrebbero dovuto fare ai corrotti. Un passaggio fondamentale per avere una visione completa della questione giudiziaria che, nel caso di specie, sembra difettare in alcune cose. Pino Tursi Prato, tuttavia, ha ottenuto un primo parziale risultato: l’accusa di aver agevolato la ‘ndrangheta non c’è più.

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