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Magistrati, avvocati e istituzioni: Marco Petrini ha il “pallino in mano”

Marco Petrini, oltre a confermare le accuse della Dda di Salerno, avrebbe svelato nuovi episodi corruttivi. Mentre Santoro sembra conoscere tutte le dinamiche del distretto giudiziario di Catanzaro.

Marco Petrini ha dichiarato già tanto ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. Lo ha fatto il 31 gennaio 2020, giorno del suo primo interrogatorio da collaboratore dell’ufficio inquirente, coordinato dal procuratore facente funzioni Luca Masini, dove ha confermato le accuse contenute nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip antimafia Giovanna Pacifico.

In alcuni casi, invece, ha spiegato di non aver coinvolto altri colleghi, come nel caso di Tursi Prato, ma di aver accettato comunque regali e denaro in cambio della prospettiva di “pilotare” una decisione della Corte d’Appello di Catanzaro. A volte corrotto, a volte millantatore. Almeno sulla base di quello che è a nostra conoscenza, perché gli “omissis” sono tanti e quasi tutti bollenti. E potrebbero far crollare i palazzi di giustizia del distretto giudiziario di Catanzaro, per non parlare di alcuni pilastri della giurisprudenza italiana. Dichiarazioni quindi tutte da verificare che, in diverse circostanze, sarebbero abbinate ai filmati in possesso della Guardia di Finanza di Crotone, che ha condotto le indagini dell’operazione “Genesi”. Si parla dunque di magistrati, avvocati e membri delle istituzioni che operano, nei rispettivi campi di competenza, nel distretto giudiziario di Catanzaro.

Da Marco Petrini ad Emilio Mario Santoro

Il primo “pentito” dell’inchiesta è Emilio Mario Santoro, medico pensione dell’Asp di Cosenza, ritenuto il trait d’union tra il giudice Marco Petrini e i corruttori. Il suo verbale si compone di oltre 200 pagine, rispetto ai 29 fogli A4 di Marco Petrini, dove ha spiegato le dinamiche criminali del sistema che aveva messo in piedi, coinvolgendo il giudice Marco Petrini e altri magistrati di cui fa i nomi. Soggetti su cui vige il segreto istruttorio. Ma la sensazione è che la Dda di Salerno abbia trovato conferme indiziarie in confronto al notevole volume investigativo in possesso dei pm antimafia campani. Santoro, però, non parla soltanto di fatti (o notizie di reato), ma “spettegola” con Pino Tursi Prato, parlando della geografia giudiziaria del distretto di Catanzaro. Colloqui sui quali ci soffermeremo a breve.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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