Cosenza Calcio

Livorno-Cosenza 0-3. Asencio (doppietta) e Bruccini rilanciano i Lupi

Una doppietta di uno straordinario Asencio e il gol di Bruccini rendono vano il secondo tempo di Livorno-Cosenza. Pillon inizia con un 3-0.

Asencio, indemoniato, segna una doppietta. E menomale che non sarebbe dovuto scendere in campo per Livorno-Cosenza. Non solo ha giocato, ma realizzato due gol da attaccante vero. Il primo di rapina, il secondo in sforbiciata. Bruccini, poco prima del break ha siglato il 3-0. La partita, dopo un buon intervento di Perina qualche minuto prima, è finita al 45′. Pillon inizia col piede giusto, con un 3-0 perentorio che rilancia le ambizioni dei Lupi. E, soprattutto, ringalluzzisce i tifosi che anche al Picchi erano tantissimi: 450 almeno. Le macchine ben collaudate e oliate non sono imperiture. Col tempo, avanza la ruggine, gli ingranaggi si inceppano, strisciano fischiando appesantendo tutto il movimento. Anche le gioiose macchine da guerra restano tali nelle intenzioni se non c’è fiducia tra chi indica la via da perseguire e chi materialmente le conduce. Piero Braglia lo scorso anno aveva terminato quel vero doppio miracolo, conquistare la B e mantenerla con la stessa rosa della Serie C. Due ottimi risultati, che forse andavano onorati con un altro modo di dirsi addio. Tipo, finire tutto lì a giugno 2019 ad impresa conclusa.

Pillon, esordio ok in Livorno-Cosenza

La vittoria che oggi il Cosenza ha riportato a Livorno, testimonia in modo palese che l’idillio di quella squadra era tempo remoto. Tra questa compagine e Braglia qualcosa non andava bene. Pierini che cavalca e prorompe continuamente (oggi) sulla destra, un altro calciatore rispetto a domenica. Il ritorno di Carretta dal primo minuto, sono elementi indicativi che il cambio era diventato qualcosa di inevitabile. Di Braglia resterà, eccome, il ricordo di quei mesi di tarda primavera di due anni fa e della stagione passata come momenti memorabili, confluiti nella B ritrovata nel momento più critico. Tuttavia, se tra generale e truppe non c’è intesa le Caporetto sono dietro l’angolo. Ad inizio campionato, un anno fa, su queste colonne si difese l’eventuale scelta di cambiare guida tecnica, ma la situazione era del tutto diversa. Il Cosenza di Tutino, Palmiero e Dermaku aveva un’intesa ed un’identità precise. Si andava insieme compatti verso un preciso e concreto obiettivo. Le 5 sconfitte non potevano far rimanere tutti indifferenti in capo alla società (soprattutto in riferimento alle prestazioni del gruppo) e sorprende (come per le altre cose poco chiare) che ci sia voluto tutto questo tempo, protraendosi fino a metà febbraio. Bepi Pillon ha un compito oneroso, portare in salvo il Cosenza. La vittoria contro i labronici riapre tutto, perché arrivata con una prestazione da squadra vera, ma, va detto, davanti avevano appunto l’ultima in classifica. Il viaggio è ancora lungo.

Le scelte degli allenatori

Cambia allenatore e qualcosa si rivede. Innanzitutto Mirko Carretta, tornato titolare nel tridente assieme ad Asencio e Pierini. A centrocampo tornano le “gemelle mezz’ali” Bruccini e Sciaudone in protezione del regista Kanouté. Idda e Capela la coppia dei centrali, con Casasola e D’Orazio sulle fasce. In panca restano Prezioso e Bàez. Roberto Breda risponde con il 4-2-3-1. Murilo, Rizzo, Maras agiscono sulla trequarti in appoggio a Braken, mentre Luci e Agazzi si adoperano a filtrare il flusso centrale di palloni calciati dal Cosenza.

Cosenza sei davvero tu?

In una settimana il Cosenza sembra (ripetiamo, sembra) aver trovato l’anima. Difronte al modestissimo Livorno, anchilosato all’ultimo posto con  la società di Spinelli in piene trattative (segretissime) per la cessione del club. A far male sono gli interni, Sciaudone e Bruccini che si aiutano con Carretta e Pierini nel dirimere le trame offensive. Al 9’ e al 22’ ci prova Sciaudone, Kanouté al 21’, ma alla mezz’ora esatta Raùl Asencio entra nel vivo della sua esperienza cosentina, che regge il confronto con Rivière. Da questa partita i Lupi escono anche con l’idea di avere due attaccanti formidabili. In due minuti, da solo, abbatte la formazione toscana. Pierini dalla trequarti gli scodella un traversone che lo spagnolo insacca in due tempi (il primo tiro Plizzari lo respinge, sul secondo però non c’è nulla da fare). Scaldato il settori ospiti, l’attaccante non si placa. Livorno imbambolato e alla deriva non resiste al contropiede di Carretta e al pallone che rimbalzava come nel flipper, buttato prepotentemente in porta dalla rovesciata di Asencio. L’errore, al 43’, di Rizzo davanti a Perina, innesca una nuova ripartenza dei rossoblù conclusosi con il terzo sigillo realizzato dalle “gemelle mezz’ali”. Sciaudone fa l’assist, Bruccini il gol.

I rossoblù ritrovano il sorriso

A risultato acquisito con largo margine di vantaggio non resta che gestire. Nella ripresa si abbassano i ritmi, ma il Cosenza non cala mentalmente fino a precipitare. Il nervosismo dei labronici aiuta l’assediante. Agazzi al 25’ in pochi secondi si becca due cartellini gialli, uno per fallo ai danni di Sciaudone (in giornata propositiva), l’altro per le eccessive proteste di reazione. Qualche difetto la dietro rimane. Al 19’, se non fosse stato per Casasola Marras si sarebbe trovato a tu per tu con Perina e un minuto dopo, Del Prato sfiora il gol bandiera con un tiro in girata in area di rigore. Poi due pali colpiti, uno a testa: Bogdan, 32’ st e Sciaudone al 33’ st. Verso il 90’ fa il suo debutto in campo Raffaele Schiavi, forse lo si vedrà di più in campo?

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Giulio Cava

Nato a Cosenza il 24 giugno ai titoli di coda del Novecento. Scrivo dal novembre 2013 di sport e attualità. Ho iniziato a Parola di Vita. Collaboro a Cosenza Channel dal luglio 2017, dopo averlo letto da quando ero piccolo. La prima volta allo stadio in tribuna stampa, da cui mi sono separato pochissime volte. Ho frequentato lo scientifico, studio scienze politiche all'Università della Calabria. Amo il calcio, quello umile. Aspiro a diventare giornalista...forse si...forse no...

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