Dall' Italia

L’ex pm Ingroia: «Graviano? Né ravveduto né pentito. Manda messaggi»

Antonio Ingroia, ex pm antimafia, oggi è un avvocato. Nel processo "Ndrangheta stragista" è difensore di parte civile. Ora parla di Giuseppe Graviano, boss di Cosa Nostra.

L’ex pm della Dda di Palermo, Antonio Ingroia ha le idee chiare sulle parole di Giuseppe Graviano nel processo “Ndrangheta stragista”. Oggi Antonio Ingroia è un avvocato e a Reggio Calabria è difensore di parte civile. In passato, però, si è occupato di Cosa Nostra e quindi anche di Graviano. Le sue dichiarazioni sembra scuotere la politica, ma ricordiamo che essendo imputato ha facoltà di mentire quando parla. Secondo Antonio Ingroia, infatti, l’ex braccio destro di Totò Riina, «non è ravveduto né pentito». L’ex parlamentare, inoltre, aggiunge che, dal suo punto di vista, Giuseppe Graviano manda messaggi «in più direzioni, sia interni che esterni». Parole quindi indirizzate anche alla politica e «a quell’area grigia che con la mafia spesso ha fatto accordi indicibili».

Le strade di Antonio Ingroia e Giuseppe Graviano si sono incrociate più volte. L’ex pm dunque conosce bene il linguaggio mafioso e sa decodificarlo. «Sullo sfondo di questo processo c’è la trattativa Stato-mafia e lui ne sa qualcosa e quindi anche a quegli ambienti manda messaggi. E’ chiaro che in quegli anni si era realizzato un momento di incontro tra poteri criminali e poteri legittimi, si sono stretti nuovi patti e ogni volta che un processo entra in quelle vicende rischia di aprirsi il vaso di Pandora».

Chi è ancora in vita, come lo stesso Giuseppe Graviano, «è custode di questi misteri e li usa, per i propri obiettivi e strategie, non per accertare la verità» anche perché, secondo Ingroia, il boss di Cosa Nostra «cerca un risarcimento per patti che lui ha rispettato. Spesso il profilo criminale ha pagato per tutti ed è chiaro che lui cerca una via d’uscita con un sistema per pubblici proclami» conclude Antonio Ingroia. Giuseppe Graviano, insieme a Rocco Filippone, è accusato di essere il mandante del duplice omicidio di due carabinieri.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo di cronaca giudiziaria. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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