Dalla Calabria

Coronavirus, l’Asp: «No al panico, siate responsabili»

Coronavirus meno pericoloso della psicosi collettiva. Il responsabile della task force dell'Asp spiega come evitare che si diffonda.

Il coronavirus fa sempre più paura. Ma il panico che si sta diffondendo è ancora più pericoloso del contagio, parola di Mario Marino. Il virologo che guida la task force dell’Asp di Cosenza che ha il compito di lavorare affinché il contagio non si diffonda è stato ospite della commissione Sanità di Palazzo dei Bruzi nel pomeriggio. Una commisione che, visto il numero di presenti, sembrava quasi un consiglio comunale: oltre quindici consiglieri, diversi assessori, il capo gabinetto e, seppur per pochi minuti, anche il sindaco Occhiuto.

L’appello ai cittadini

Marino ha tenuto a ribadire più volte che in questo momento, più che la paura, servono responsabilità e calma. Le direttive su come comportarsi sono costantemente aggiornate dal Ministero della Sanità ed a quelle bisogna attenersi. «Serve uno sforzo collettivo – ha auspicato il medico – di cittadini e istituzioni. E cautela, non panico. Ad oggi il virus – ha aggiunto – non è così lesivo, crea problemi respiratori in pochi casi, voglio che i cittadini stiano tranquilli».

Come contrastare il coronavirus

Quale allora la strategia da adottare? Chiunque arrivi dalle zone a rischio o abbia avuto contatti con persone provenienti da esse deve chiudersi in casa per 14 giorni. Una quarantena volontaria, sufficiente a scongiurare eventuali rischi di contagio ad altre persone. In quelle due settimane, poi, i “reclusi” dovrebbero misurare la temperatura corporea almeno due volte al giorno e comunicarla al proprio medico di base o al 118. Per tutti gli altri, la vita può andar avanti come sempre, senza timori ingiustificati.

Fiducia nelle istituzioni e basta allarmi

L’appello alla calma di Marino ha messo d’accordo quasi tutti, così come quello alla collaborazione tra le istituzioni. Damiano Covelli e Vincenzo Granata ad esempio hanno insistito sulla necessità di non creare allarmismi e seguire le indicazioni delle autorità sanitarie e dei sindaci. Sulla stessa linea un socratico Piercarlo Chiappetta, con il suo «la mia opinione è che non bisogna avere opinioni», usato a mo’ di invito all’ascolto di chi sa di cosa si parli senza farsi travolgere dal fiume di informazioni contrastanti che circolano al momento. Un pizzico di polemica nelle parole di Massimo Lo Gullo, invece, che ha auspicato le dimissioni dei ministri della Salute e delle Infrastrutture.

I dubbi sulla sanità calabrese

Certo, non sono mancate le perplessità. Quelle di Maria Teresa De Marco, ad esempio, che da presidente della commissione e medico ha aperto la seduta sottolineando come le difficoltà della sanità pubblica calabrese possano pesare qualora il coronavirus si diffonda anche qui. «Sarebbe un’emergenza nell’emergenza per i medici», le parole pronunciate prima di suggerire all’Asp di adottare misure restrittive al più presto.

Le proposte dei consiglieri

Una l’ha annunciata Gisberto Spadafora, comunicando ai presenti che da dopodomani le scuole cittadine saranno chiuse. Ordini di Roma alla Regione, l’ente che – ha spiegato a tutti Marino – ha e avrà il compito di gestire la questione coronavirus in Calabria. Annalisa Apicella e Bianca Rende ne hanno proposto altre due. La prima ha chiesto che il Comune, col supporto di Asp e Prociv, istituisca un posto di controllo nella stazione dei bus e in quella ferroviaria per monitorare gli arrivi in città. Rende, a sua volta, ha ipotizzato la creazione di una stazione di primo intervento all’interno delle casermette, onde evitare sovraffollamenti al Pronto soccorso, già oberato di lavoro, in caso di necessità.

Il terremoto fa più paura

La paura poi ha preso il sopravvento. Non quella da coronavirus, però. Nel bel mezzo della seduta il terremoto ha scosso la sala. Pochi istanti dopo è partito il fuggi fuggi generale. Tutti quelli all’interno dell’edificio si sono riversati in piazza Cenisio e sul coronavirus è calato il sipario.

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Camillo Giuliani

Cronista per il quotidiano Calabria Ora dalle elezioni provinciali del 2009, entra stabilmente in redazione nel 2011. Iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2013, ha lavorato in seguito a L'Ora della Calabria e Cronache del Garantista occupandosi di politica e inchieste, con qualche incursione nello sport, la cultura e la cronaca. Ha scritto di calcio e collaborato alla realizzazione di videoreportage per Mmasciata.it, condotto programmi su Radio Ciroma, pubblicato il volume “Corse e ricorsi – Una storia di famiglia e motori” per Pellegrini Editore.

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