domenica,Aprile 14 2024

Dirigenti nominati, grande flop a Palazzo dei Bruzi

Pochi giorni fa la Giunta ha approvato i risultati dei controlli sull’operato dei dirigenti di Palazzo dei Bruzi e la relazione sulle loro performance. Entrambi i documenti riguardano il 2018. Non un’annata qualsiasi per gli uffici del Comune, ma quella in cui, per la prima volta la stragrande maggioranza dei Settori è affidata a dirigenti

Dirigenti nominati, grande flop a Palazzo dei Bruzi

Pochi giorni fa la Giunta ha approvato i risultati dei controlli sull’operato dei dirigenti di Palazzo dei Bruzi e la relazione sulle loro performance. Entrambi i documenti riguardano il 2018. Non un’annata qualsiasi per gli uffici del Comune, ma quella in cui, per la prima volta la stragrande maggioranza dei Settori è affidata a dirigenti nominati dal sindaco. I compiti di quelli già in servizio nell’era pre-Occhiuto, invece, si dimezzano. Sei nominati e sei interni (inclusa Maria Molezzi, a riposo già da aprile), con i primi a capo di 14 dei 20 centri di responsabilità che compongono la macchina comunale. Nel 2017 i nominati erano quattro e gestivano 10 degli allora 21 settori, con otto loro colleghi a occuparsi delle restanti undici macrostrutture. Ma il cambio di proporzioni nel 2018 non porta risultati. Al contrario, la macchina comincia a perdere colpi.

Se già in politica Mario Occhiuto pare non aver fortuna con le persone di sua fiducia – i casi più eclatanti: l’eterna battaglia con l’ex vice Katya Gentile; il sorpasso dell’altra ex vice Jole Santelli nella corsa alla presidenza regionale; la “congiura dei 17” allo scadere del primo mandato – lo stesso si verifica con l’organizzazione della burocrazia. Le prove sono due: una giuridica, l’altra pratica.

Concorsi annullati, via libera dei giudici ai vincitori

La prima è la sentenza con cui il Consiglio di Stato dichiara illegittimo uno dei primissimi atti da sindaco di Occhiuto. L’architetto, agli albori del suo primo mandato, aveva cancellato l’esito di due concorsi pubblici banditi nel 2010 – e le relative graduatorie di vincitori – per undici posti da dirigente a Palazzo dei Bruzi. Assunzioni annullate, dichiarò, per scongiurare il dissesto. L’esito della mossa è noto e tra i debiti che Palazzo dei Bruzi dovrà provare a risarcire potrebbero finire anche i risarcimenti ai vincitori di quei concorsi. Dal 2011 alla dichiarazione di dissesto sono stati otto i fedelissimi scelti da Occhiuto ad alternarsi come dirigenti in Comune, con il record registrato nel 2018. In quell’anno, sei di loro hanno supervisionato il lavoro di 414 dei 524 burocrati di Palazzo dei Bruzi.

Quella sentenza e, soprattutto, il licenziamento automatico dei nominati da Occhiuto seguito al dissesto, hanno stravolto i vertici della burocrazia comunale. Otto tra i vincitori dei concorsi annullati compongono l’attuale squadra dei dirigenti di Palazzo dei Bruzi. Unici rimasti della vecchia, complici i pensionamenti di altri loro colleghi, Giampiero Scaramuzzo e il segretario generale Alfonso Rende. Ma per le valutazioni sull’operato di tutti loro bisognerà aspettare ancora diversi mesi.

Gli attuali dirigenti di Palazzo dei Bruzi insieme al sindaco: molti di loro sostituiscono quelli nominati da Occhiuto e decaduti dopo la dichiarazione di dissesto del Comune di Cosenza

Obiettivi raggiunti: crollano le percentuali

La prova pratica degli errori di Occhiuto nella scelta dei dirigenti di fiducia emerge, invece, proprio dal report del controllo di gestione interno e dalla relazione sul piano delle performance 2018 che la Giunta ha approvato nei giorni scorsi. Sono i documenti in cui cercare l’eventuale corrispondenza tra il programma elettorale del sindaco e quanto davvero realizzato dagli uffici e da chi li guidava in base agli indirizzi politici dei vari assessorati. Elenchi di obiettivi da raggiungere nel corso dell’anno, dalla banale installazione dell’antivirus nei computer del municipio al più complesso rispetto delle norme sui tempi di pagamento di fornitori e servizi.

Alla fine del 2018, secondo il controllo di gestione, i dirigenti hanno raggiunto 49 obiettivi su 77 fissati, poco meno di due terzi del totale (63%); un anno prima i successi erano stati l’82,5%. La performance complessiva dell’Ente si ferma al 78%, dodici mesi prima aveva sfiorato il 90%. Dati tutto sommato ancora positivi, ma in calo evidente. Il problema poi è che tra i 28 traguardi non tagliati alcuni sono di estrema importanza. Poco conta, ad esempio, se tra i fallimenti risulta la mancata riapertura del Caffè letterario, arrivata poi nel 2019. Nell’elenco degli insuccessi figurano molti problemi irrisolti ben più gravi. I tempi di pagamento rimangono più lenti del dovuto, le cause vinte dal Comune restano basse e la Tari alta. Non migliorano la qualità nelle mense scolastiche e l’efficienza dell’ente. Tocca ancora attendere il nuovo piano regolatore. Dulcis in fundo, gli obiettivi (mancati) da raggiungere a ogni costo: il rispetto dei vincoli di spesa e il mantenimento dell’equilibrio di bilancio.

Le pagelle dei dirigenti

Bene o male, quasi tutti i dirigenti nel 2018 riescono a raggiungere almeno metà degli obiettivi a loro assegnati da ogni assessore. Sono quelli interni però a fare la parte del leone, con buona parte dei nominati a risultare molto meno efficiente.Gli unici due che superano a pieni voti l’esame sono il segretario generale Alfonso Rende e Giampiero Scaramuzzo, con il 100% di successi. Ma non ci vanno lontane nemmeno Maria Molezzi (92%) e Maria Rosaria Mossuto (95%): le accomuna aver fallito nella digitalizzazione di tutti i documenti di stato civile prodotti, compito in cui si sono alternate. Ottime percentuali anche per Giampiero Gargano (89%) ed Elena Scrivano (83%).

A tenere alta la bandiera dei dirigenti nominati sono invece Giampaolo Calabrese (87%) e Francesco Converso (96%). Il primo si è guadagnato così un nuovo lavoro alla Regione nello staff del suo ex assessore di riferimento a Cosenza, ossia Jole Santelli. Il secondo non riesce a far aumentare abbastanza la raccolta differenziata, ma rappresenta l’eccezione alla regola che vede i suoi colleghi a capo di più dipartimenti ottenere magri risultati. Regola che confermano, al contrario, altri suoi colleghi come Giuseppe Nardi (64%), Giovanni De Rose (60%) e Angela Carbone (57%). Per loro più di un terzo degli obiettivi mancati, anche se in alcuni casi per pochissimo. Inevitabile, visti i risultati, una menzione finale di (de)merito per Mario Campanella e il suo 25% di successo.

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