domenica,Marzo 3 2024

Traffico in tilt, serve un commissario pure per quello?

Un intervento da Roma per eliminare il caos di… via Roma – o, meglio, via Misasi – e degli altri spazi cittadini intasati dalle auto in coda. A Palazzo dei Bruzi la chiamano mobilità dolce, ma le considerazioni dei cosentini sul traffico generato dalle scelte dell’amministrazione sono piuttosto amare. Ecco allora le associazioni Laboratorio Riformista

Traffico in tilt, serve un commissario pure per quello?

Un intervento da Roma per eliminare il caos di… via Roma – o, meglio, via Misasi – e degli altri spazi cittadini intasati dalle auto in coda. A Palazzo dei Bruzi la chiamano mobilità dolce, ma le considerazioni dei cosentini sul traffico generato dalle scelte dell’amministrazione sono piuttosto amare. Ecco allora le associazioni Laboratorio Riformista Calabrese, Buongiorno Cosenza e Oltre i Colori lanciare sulla nota piattaforma change.org una petizione ndirizzata al ministro dei Trasporti Paola De Micheli e al prefetto di Cosenza Cinzia Guercio. Perentoria la richiesta contenuta nel documento: si chiede al Governo di inviare un commissario ad acta per sbloccare gli ingorghi nelle strade cittadine.

Il ministro Paola De Micheli

Molti annunci, poca attenzione alle norme

La petizione punta il dito contro «la visione edonistica e immaginifica» del Comune, che ha portato l’estetica a prevalere sulla praticità. Risultato: una pianificazione urbanistica che ha sottovalutato l’impatto per i cosentini degli interventi sulla mobilità. Ad aggravare la situazione, scrivono le tre associazioni, la poca attenzione di Occhiuto e i suoi alle norme che regolano la materia. Già due volte (2018 e 2019) l’amministrazione ha annunciato un Piano di mobilità sostenibile, ma l’approvazione non è ancora arrivata. Così come il placet del consiglio comunale alle modifiche della viabilità di questi anni. Sul sito web del Comune, infine, non si troverebbe traccia del Piano urbano del traffico (Put), che pure richiederebbe un aggiornamento biennale secondo la legge.

Ed è proprio su questo tasto che battono le tre associazioni: se l’aggiornamento obbligatorio del Put non c’è stato, qualcuno dovrà farlo. Dipenderà dalle firme raccolte dalla petizione: un numero sufficiente potrebbe convincere De Micheli e Guercio a pensarci loro, «provvedendo in tal caso con la massima urgenza mediante l’istituto del commissariamento ad acta».

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