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Dissesto, Bianca Rende va all’attacco

Occhiuto e i suoi nel mirino della consigliera dopo la sentenza sul dissesto: «La Corte ci ha dato ragione, ora accertare le responsabilità».

Il dissesto? Era tutto previsto, parola di Bianca Rende. E la maggioranza deve prendersene la responsabilità. Dai banchi dell’opposizione arrivano i primi commenti alla sentenza della Corte dei Conti depositata nei giorni scorsi che ha sancito il crack di Palazzo dei Bruzi. Le motivazioni riportate nel verdetto, scrive Rende, «non fanno che confermare i rilievi sollevati in questi ultimi anni da noi consiglieri di opposizione, che abbiamo ripreso le analisi puntuali dei revisori dei conti». Professionisti questi ultimi, sottolinea con un pizzico di malizia, «nominati dal prefetto a seguito di sorteggio e quindi non più scelti in maniera fiduciaria».

La consigliera ricorda come la Corte parli della «esistenza di “un complessivo aggravamento della situazione del finanziaria del Comune che versa in una situazione di dissesto occulto non avendo risorse certe necessarie per fronteggiare la massa passiva accumulatasi”». Parole con cui la magistratura contabile «mette il sigillo della sua autorevolezza a quanto da noi sempre sostenuto. Per quanto la situazione patrimoniale fosse già difficile nel 2011, non solo non si è fatto nulla per migliorarla, ma addirittura si sono “accumulati ulteriori debiti”».

I bisogni dei cittadini in secondo piano

La renziana è un fiume in piena. Gli ulteriori debiti e il ricorso continuo alle anticipazioni di liquidità? «Nulla avevano a che fare con servizi di qualità degni di una città avanzata ed europea». E a cosa sarebbero serviti allora? «Finanziare spese effimere e clientelari, finalizzate a inseguire un modello di città non rispondente ai bisogni della cittadinanza». Ma soprattutto – la frecciata alla grandeur dell’attuale amministrazione – «alla volontà di imitare, senza averne la forza, contesti più dinamici e opulenti».

La verità e i silenzi della maggioranza

Con le ragioni del dissesto ormai ufficializzate, Bianca Rende sembra avere le idee chiare sul da farsi. «È questo il tempo della verità e della consapevolezza per tutti i cittadini di Cosenza, dalla quale soltanto si potrà partire per accertare responsabilità di ognuno. Partendo, aggiunge, dalla «silenziosità di una maggioranza schiacciata sulle determinazioni dei dirigenti di nomina fiduciaria».

Solo dopo, spiega, si potrà «iniziare a disegnare un futuro di concretezza e responsabilità». E di conti in regola, soprattutto, «con una gestione ordinata e sapiente della spesa pubblica, quale componente necessaria e prodromica per la realizzazione di politiche pubbliche efficienti e davvero satisfattive delle legittime istanze di benessere di una comunità».

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