martedì,Maggio 24 2022

Omicidio Marincolo, tocca alle difese. Ma la sentenza sarà a marzo

Sono iniziate oggi le discussioni difensive nel processo Marincolo, l’omicidio di mafia commesso a Cosenza dal gruppo Bruni-zingari per vendicare il delitto eccellente di Francesco Bruni senior “Bella bella”, commesso dagli italiani tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000. Nella precedente seduta processuale, svoltasi davanti al gup distrettuale del tribunale di Catanzaro,

Omicidio Marincolo, tocca alle difese. Ma la sentenza sarà a marzo

Sono iniziate oggi le discussioni difensive nel processo Marincolo, l’omicidio di mafia commesso a Cosenza dal gruppo Bruni-zingari per vendicare il delitto eccellente di Francesco Bruni senior “Bella bella”, commesso dagli italiani tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000. Nella precedente seduta processuale, svoltasi davanti al gup distrettuale del tribunale di Catanzaro, l’attuale procuratore capo di Vibo Valentia, Camillo Falvo – ex pm antimafia della Dda di Catanzaro – aveva chiesto quattro condanne all’ergastolo per Giovanni Abruzzese, Carlo Lamanna, Umile Miceli e Mario Attanasio.

Per i due collaboratori di giustizia coinvolti sotto processo, invece, la Direzione Distrettuale Antimafia – coordinata dal procuratore capo Nicola Gratteri – aveva chiesto una condanna a 8 anni e 4 mesi. Parliamo di Daniele Lamanna e Adolfo Foggetti.

Delitto Marincolo, la parola passa al collegio difensivo

Oggi, però, gli avvocati degli imputati hanno iniziato a smontare il castello accusatorio, puntando sulle contraddizioni dei pentiti che, per le singole posizioni processuali, avrebbero fornito versioni diverse sulle modalità di preparazione dell’omicidio, sull’esecuzione e sul recupero dei killer. Nel caso di Miceli, Franco Bruzzese lo avrebbe definito non capace di fare lo specchietto per indirizzare gli assassini verso la zona in cui si trovava Francesco Marincolo insieme ad un’altra persona. Proprio questo tipo di considerazione sta alla base della ricostruzione difensiva, secondo cui se uno avesse chiamato i killer, informandoli dove fosse la vittima, avrebbe senz’altro comunicato che all’interno dell’auto c’era anche una seconda persona, estranea al contesto criminale, rimasta invece ferita.

Sentenza rinviata al mese di marzo

Per la sentenza di primo grado, che sarà emessa col rito abbreviato, servirà un’altra udienza. Il verdetto infatti arriverà il 12 marzo 2020. Il collegio difensivo è così composto: gli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri difendono Giovanni Abruzzese, gli avvocati Antonio Ingrosso e Paolo Pisani assistono Umile Miceli, gli avvocati Paolo Pisani e Marcello Manna rappresentano Carlo Lamanna, mentre Mario Attanasio è difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Luca Acciardi.

Articoli correlati