Giustizia e Criminologia

Pena di morte, una buona notizia: il Colorado l’abolisce

Di recente lo Stato del Colorado ha deciso di abolire la pena di morte. Ma in altri paesi è ancora in vigore. Beccaria era avanti anni luce.

“La pena capitale è il più premeditato degli assassinii” scriveva Albert Camus. Eppure quella di “Mettere a morte” un altro essere umano è una pratica da sempre esistita per ripristinare l’ordine sociale compromesso da un atto criminale, oltre che per vendicare un torto subito. Era utilizzata in diverse forme ed ha attraversato la storia nei secoli, fino ad essere abolita per la prima volta solo il 30 novembre 1786 nel Granducato di Toscana, grazie alla pubblicazione nel 1764 dell’opera di Cesare Beccaria, “Dei delitti e delle pene”.

Fu l’illuminato giurista, infatti, il primo ad esprimersi contro la pena di morte e la tortura, giudicandole non soltanto come usanze barbare ed incivili, ma anche pratiche inutili rispetto allo scopo che si credeva con esse di prefiggere: la difesa della società dai criminali. Sembra strano, dunque, che ancora oggi, nel 2020, si parli di pena di morte in molti Stati (e di ergastoli o di pene più severe nel Paese di Beccaria) come di un deterrente al crimine.

Perché una visione così arcaica del sistema penale, più che un modo per ristabilire l’ordine sociale, ricorda quello che per romani rappresentava la damnatio ad bestia (condanna alle belve): uno spettacolo da svolgersi negli anfiteatri per mostrare come si mantiene il potere. Tuttavia la spettacolarizzazione della “messa a morte”, pur variando nel tempo e nello spazio, secondo i dati Amnesty International è praticata ancora da 56 Paesi.

Gli ultimi dati sulla pena di morte

Nel 2017 si sono registrate 993 esecuzioni in 23 stati mentre sono attualmente oltre 20mila le persone nel braccio della morte. Circa l’84% di tutte queste esecuzioni hanno avuto luogo in Iran, Arabia Saudita, Iraq e Pakistan, mentre non pervenuti sono i dati riguardanti la Cina, dove si crede siano migliaia, perché coperte dal segreto di Stato. La visione di Beccaria, che è comunque vecchia di quasi 300 anni, di fronte a tutto questo, sembra paradossalmente avanti anni luce. 

In tale contesto si accoglie, pertanto, con grande positività la notizia degli ultimi giorni secondo cui, nonostante l’opposizione dei Repubblicani, il Colorado è il ventiduesimo stato degli USA ad abolire la pena di morte. Manca soltanto l’approvazione del Governatore Jared Polis il quale però, non solo sembra proprio non voglia tirarsi indietro, ma pare anche propenso a concedere la grazia e tre persone in attesa di esecuzione, alle quali non può essere applicata la riforma legislativa. 

Pena di morte incostituzionale e poi reintrodotta

La pena di morte negli USA, per le esecuzioni sia a livello federale che statale, era stata infatti dichiarata incostituzionale nel 1972, ma poi reintrodotta nel 1988 per poche tipologie di reati, quando il Congresso approvò l’Anti-drug abuse act. Il Federal death penalty act del 1994 ha portato poi a 60 il numero di reati per cui è prevista l’esecuzione capitale e l’ultima avvenuta in Colorado risaliva al 1997, quando Gary Lee Davis morì per iniezione letale colpevole di violenza sessuale ed omicidio per fatti avvenuti nel 1986.

Situazione più in linea con la tutela dei diritti dell’uomo è invece quella che si vive in Europa dove, d’altra parte, l’Unione, è diventata la più importante portavoce nella lotta contro la pena di morte nel mondo. Si spera, pertanto, che una pratica così inutile in termini di prevenzione o riduzione del crimine, e che rappresenta invece il fallimento della civiltà e l’affermazione del massimo potere punitivo dello stato, sia col tempo abolita in qualsiasi paese, così come qualsiasi forma di tortura e trattamento inumano riservato a chi è chiamato a rispondere, secondo diritto, dei reati commessi. 

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Chiara Penna

Avvocato penalista e Criminologa, ha conseguito nel Marzo 2017 il titolo di Avvocato penalista specialista presso la Scuola di Alta formazione dell’Avvocato penalista dell’ Unione Camere Penali Italiane e nel 2012, il titolo di Master di II Livello in Scienze forensi presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Autrice di pubblicazioni scientifiche e dei libri: “La vera storia del mostro di Firenze” e “Suoni dal buio. Appunti di musica, cronaca a visioni”, è spesso ospite in qualità di esperta in programmi televisivi e radio nazionali.

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